Bookbot

Il mio corpo mi appartiene

Guardar

Parámetros

  • 160 páginas
  • 6 horas de lectura

Más información sobre el libro

Un caso internazionale racconta la lotta per la libertà di Amina Sboui, una ragazza tunisina di 18 anni, che con un'immagine provocatoria e un messaggio tatuato sul corpo, ''Il mio corpo mi appartiene'', diventa simbolo della sua generazione durante la Primavera araba. Il 1 marzo 2013, Amina condivide la sua foto, esprimendo il desiderio di maggiore libertà in un paese dominato dagli integralisti islamici. Questo gesto le costa caro: viene segregata dai genitori, preoccupati per le conseguenze, e poi arrestata dopo aver aderito al movimento delle Femen. Anche in prigione, Amina continua a lottare per i diritti delle detenute e la libertà di espressione. Tuttavia, una volta liberata, la sua notorietà la costringe a lasciare la Tunisia, dove non può più studiare e la sua famiglia teme ritorsioni. Si rifugia a Parigi, dove decide di raccontare la sua storia, diventando simbolo della protesta contro ogni forma di dittatura. La sua vicenda rappresenta anche un sogno infranto, quello di chi ha sperato che la Primavera araba portasse una vera democrazia.

Compra de libros

Il mio corpo mi appartiene, Amina Sboui

Idioma
Publicado en
2014
Encuadernación
(Tapa blanda)
Te avisaremos por correo electrónico en cuanto lo localicemos.

Métodos de pago

Nadie lo ha calificado todavía.Añadir reseña

Título
Il mio corpo mi appartiene
Idioma
Italiano
Editorial
Giunti
Publicado en
2014
Formato
Tapa blanda
Páginas
160
ISBN10
8809796535
ISBN13
9788809796539
Serie
Etiquetas
Túnez
Descripción
Un caso internazionale racconta la lotta per la libertà di Amina Sboui, una ragazza tunisina di 18 anni, che con un'immagine provocatoria e un messaggio tatuato sul corpo, ''Il mio corpo mi appartiene'', diventa simbolo della sua generazione durante la Primavera araba. Il 1 marzo 2013, Amina condivide la sua foto, esprimendo il desiderio di maggiore libertà in un paese dominato dagli integralisti islamici. Questo gesto le costa caro: viene segregata dai genitori, preoccupati per le conseguenze, e poi arrestata dopo aver aderito al movimento delle Femen. Anche in prigione, Amina continua a lottare per i diritti delle detenute e la libertà di espressione. Tuttavia, una volta liberata, la sua notorietà la costringe a lasciare la Tunisia, dove non può più studiare e la sua famiglia teme ritorsioni. Si rifugia a Parigi, dove decide di raccontare la sua storia, diventando simbolo della protesta contro ogni forma di dittatura. La sua vicenda rappresenta anche un sogno infranto, quello di chi ha sperato che la Primavera araba portasse una vera democrazia.