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Maurizio Molinari

    Cowboy democratici
    Jihad
    Il campo di battaglia
    I Robinson. Letture: Gli italiani di New York
    La nuova guerra contro le democrazie
    Il Califfato del terrore. Perché lo Stato islamico minaccia l'Occidente
    • Decapitazioni di arabi e occidentali e attentati nel cuore di un'Europa incredula, donne schiavizzate, bambini trasformati in killer, pulizia etnica, fosse comuni e la richiesta di obbedienza assoluta. Da Aleppo a Baghdad lo Stato Islamico guidato dal Califfo Abu Bakr al-Baghdadi ridisegna la geografia del Medio Oriente e incombe minacciosamente su di noi. Ma da dove vengono i jihadisti che vogliono purificare il mondo dagli infedeli? Maurizio Molinari rivela in questo libro la genesi di un'ideologia religiosa totalitaria che evoca le brutalità di Hitler e Stalin, travolge l'Islam e genera violenze orrende. Comprese le stragi come quelle di Parigi, nella redazione del settimanale "Charlie Hebdo" e nel supermercato "Yper Cacher". Sono terroristi che nascono dall'odio per il prossimo, amano la morte, reclutati e addestrati per fare scempio di chiunque non la pensa come loro: musulmano, cristiano, ebreo o ateo poco importa. "Osama Bin Laden voleva sconvolgere l'America per spingerla a ritirarsi dal Medio Oriente" scrive Molinari, "al-Baghdadi ha trasformato la guerra santa in uno Stato con cui tutti dobbiamo fare i conti". Uno Stato che si basa su un buon sistema amministrativo perché a differenza di altri gruppi jihadisti, il Califfo sa che per consolidare il consenso l'arma migliore è quella di distribuire pane, acqua ed elettricità, facendo attenzione ad assumere gli ingegneri giusti per gestire dighe e pozzi petroliferi...

      Il Califfato del terrore. Perché lo Stato islamico minaccia l'Occidente
      4,2
    • I Robinson. Letture: Gli italiani di New York

      • 266 páginas
      • 10 horas de lectura

      Se volete conoscere la creatività dell'Italia andate a New York. Troverete l'orgoglio tricolore della sfilata del Columbus Day lungo la Quinta Strada, il patriottismo americano di chi è caduto a Ground Zero, il coraggio dei pompieri e dei marines in prima linea nella guerra al terrorismo, la babele di dialetti del mercato di Arthur Avenue, le trasformazioni sociali negli scritti di Gay Talese, i successi del business nelle trasmissioni tv di Maria Bartiromo e Charles Gasparino, la passione per la politica nelle battaglie di Mario Cuomo e Rudy Giuliani, l'immaginazione nelle creazioni di Gaetano Pesce, Renzo Piano e Matteo Pericoli, la provocazione nell'abbigliamento di Lady Gaga. New York somma e sovrappone le identità passate e presenti perché non tutti gli oltre 2,7 milioni italiani che vivono nella Grande Mela condividono la stessa dimensione storica. I top manager delle banche di Midtown, arrivati negli ultimi venti anni, sono proiettati nel XXI secolo mentre sulla Fresh Pond Road di Ridgewood le panelle vengono confezionate seguendo ricette che in Sicilia si tramandano da generazioni. Nella galleria di arte contemporanea di Larry Gagosian, il tempio dell'arte contemporanea sull'esclusiva Madison Avenue, è una stakanovista torinese quarantenne a reinventare Pablo Picasso, così come nei laboratori della New York University è una donna medico italiano a rappresentare l'avanguardia della lotta al cancro...

      I Robinson. Letture: Gli italiani di New York
    • Cowboy democratici

      Chi sono e in cosa credono i liberal che vogliono conquistare la Casa Bianca e cambiare il mondo

      • 169 páginas
      • 6 horas de lectura

      Per riconquistare la Casa Bianca, i democratici presentano volti e idee in grado di ridefinire l'America e il suo ruolo globale. Propongono l'uso dei consumi privati come strumento di tutela ambientale, nuovi carburanti, un concetto di Dio inclusivo, e il rilancio delle alleanze internazionali per affrontare le sfide del XXI secolo. Viene proposta una nuova dottrina euroamericana sull'uso della forza e codici giuridici per combattere il terrorismo senza compromettere le libertà civili. Queste visioni emergono da un pensiero liberal dinamico, pronte a influenzare l'operato del futuro inquilino della Casa Bianca, che dovrà confrontarsi con Europa e mondo. Sfogliare queste pagine significa entrare nel laboratorio dei democratici, una coalizione che unisce l'anima centrista e la sinistra radicale, rappresentata dai cowboy liberal, una nuova generazione di leader in grado di attrarre consensi anche in ambiti tradizionalmente conservatori. I valori liberal si manifestano nelle candidature di Hillary Clinton, Barack Obama, John Edwards e nelle battaglie di Al Gore. I conflitti interni, lungi dall'indebolire, possono rafforzare la proposta democratica per il ritorno al potere. I cinque capitoli del libro guidano il lettore attraverso i futuri programmi politici, mirando a correggere gli errori di George W. Bush, consolidare il centrismo e riscoprire l'importanza della fede.

      Cowboy democratici