Más información sobre el libro
Gretel, lessicografa, aggiorna le voci del dizionario, riflettendo sul linguaggio in modo solitario. Ha compreso che non sempre esistono parole precise per ogni concetto; da piccola, viveva su una chiatta con sua madre, parlando una lingua inventata che permetteva di esprimere anche le paure più profonde, come il Bonak. Dopo sedici anni dall'abbandono della madre, i ricordi di quel codice linguistico stanno svanendo. Una telefonata inattesa la riporterà a quei ricordi selvaggi, compresi quelli di un ragazzo che trascorse un mese con loro e della figura materna, tanto adorata quanto temuta. I personaggi e i luoghi sono fluidi e mutevoli, come le acque torbide del canale che fanno da sfondo a questa storia magnetica. Con una scrittura di precisione inquietante, che le è valsa una candidatura al Man Booker Prize a soli ventisette anni, l'autrice utilizza riferimenti culturali che spaziano dal mito classico al folklore nord-europeo, creando un racconto di rara suggestione. Risalire le correnti del passato diventa l'unico modo per costruire la geografia del presente, dando vita a un romanzo che già emana la propria mitologia.
Compra de libros
Nel profondo, Daisy Johnson, Stefano Tummolini
- Idioma
- Publicado en
- 2019
- Encuadernación
- (Tapa blanda),
- Estado del libro
- Muy Bueno
- Precio
- 8,19 €
Métodos de pago
Nos falta tu reseña aquí
- Título
- Nel profondo
- Idioma
- Italiano
- Autores
- Daisy Johnson, Stefano Tummolini
- Editorial
- Fazi Editore
- Publicado en
- 2019
- Formato
- Tapa blanda
- Páginas
- 274
- ISBN10
- 889325509X
- ISBN13
- 9788893255097
- Serie
- Etiquetas
- Ficción contemporánea, Muerte, Memorias, Mitología, Pasado, Miedo, Realismo mágico, Búsqueda, Agua, Demencia, Madres e hijas
- Calificación
- 3,45 de 5
- Descripción
- Gretel, lessicografa, aggiorna le voci del dizionario, riflettendo sul linguaggio in modo solitario. Ha compreso che non sempre esistono parole precise per ogni concetto; da piccola, viveva su una chiatta con sua madre, parlando una lingua inventata che permetteva di esprimere anche le paure più profonde, come il Bonak. Dopo sedici anni dall'abbandono della madre, i ricordi di quel codice linguistico stanno svanendo. Una telefonata inattesa la riporterà a quei ricordi selvaggi, compresi quelli di un ragazzo che trascorse un mese con loro e della figura materna, tanto adorata quanto temuta. I personaggi e i luoghi sono fluidi e mutevoli, come le acque torbide del canale che fanno da sfondo a questa storia magnetica. Con una scrittura di precisione inquietante, che le è valsa una candidatura al Man Booker Prize a soli ventisette anni, l'autrice utilizza riferimenti culturali che spaziano dal mito classico al folklore nord-europeo, creando un racconto di rara suggestione. Risalire le correnti del passato diventa l'unico modo per costruire la geografia del presente, dando vita a un romanzo che già emana la propria mitologia.


