Bookbot

Mario Calabresi

    17 de febrero de 1970
    Cosa tiene accese le stelle
    Non temete per noi, la nostra vita sarà meravigliosa
    Spingendo la notte più in là
    La fortuna non esiste
    Der blaue Cinquecento
    La mattina dopo
    • La mattina dopo

      • 135 páginas
      • 5 horas de lectura

      Quando si perde un genitore, un compagno, un figlio, un lavoro o si affronta un cambiamento significativo, c'è sempre una mattina dopo. Si prova un senso di vuoto e vertigine, rendendosi conto che qualcosa o qualcuno che credevamo eterno non c'è più. Dopo una perdita, arriva il momento in cui comprendiamo che la vita continua, ma nulla sarà più come prima, e noi non siamo più quelli di ieri. Questo risveglio segna un nuovo inizio, una cesura dal passato. L'autore dedica il suo nuovo libro a questo momento delicato e cruciale, partendo dalla propria esperienza e aprendo la narrazione a storie altrui. Racconta prospettive diverse, tutte unite dalla lotta per ricominciare. Per Daniela, è dopo l'incidente che le ha tolto l'uso delle gambe; per Damiano, dopo il disastro aereo; per Gemma, dopo la perdita del marito. Si esplora anche un passato familiare, come la storia di Carlo, che rifiutò di aderire al fascismo, sacrificando il lavoro ma guadagnando una nuova vita. Queste storie di resilienza, coraggio e cambiamento mostrano persone che hanno trovato la forza di guardare oltre il dolore presente per ricostruire il proprio futuro.

      La mattina dopo
    • Mario Calabresi (1970 geboren) ist der New-York-Korrespondent von La Repubblica. Als er zwei Jahre alt war, wurde sein Vater, Kommissar Luigi Calabresi, von Anhängern der linksextremen Lotta Continua ermordet. Sein Buch beschreibt nicht nur, was dieser Mord für ihn und seine Familie bedeutet hat – Marios Mutter hatte zwei kleine Kinder und war mit dem dritten schwanger -, sondern auch, wie die italienische Linke diesen Mord unbehelligt angekündigt und systematisch vorbereitet hat. Auch nach Calabresis Tod ging die Rufmordkampagne weiter – nicht nur gegen ihn, sondern auch gegen andere Opfer der extremen Linken. Ein kleines, sehr persönliches, berührendes Buch, das einen exemplarischen Fall schildert, wie er in Deutschland zu der Zeit ähnlich hätte verlaufen können.

      Der blaue Cinquecento
    • La fortuna non esiste

      Storie di uomini e donne che hanno avuto il coraggio di rialzarsi

      • 168 páginas
      • 6 horas de lectura

      «Non importa quante volte cadi. Quello che conta è la velocità con cui ti rimetti in piedi.» Come si supera una crisi, una perdita o un fallimento? Ci sono persone che hanno trovato la forza di rialzarsi dopo la chiusura della loro azienda, chi ha rifiutato di arrendersi dopo aver perso la casa a causa della recessione, e chi ha continuato a vivere nonostante un lutto devastante. In un viaggio di due anni attraverso trentasei Stati americani, Mario Calabresi esplora le storie di gente comune durante un'elezione presidenziale storica. Al centro della sua narrazione c'è una domanda fondamentale: cosa accade nel cuore di chi cade e trova la forza di rialzarsi? Con fatica e dolore, ma senza aspettare la fortuna. Qual è il segreto di una nazione e della sua gente, capace di reinventarsi e di affrontare sfide impossibili, come eleggere un presidente nero in un momento di crisi? Dopo il successo di Spingendo la notte più in là, Calabresi ci offre un racconto di vita in prima persona, intrecciando storie vere di persone incontrate nel suo viaggio alla ricerca di chi ha saputo rinascere. Una riflessione profonda su cosa significa cadere e, soprattutto, come rialzarsi.

      La fortuna non esiste
    • Spingendo la notte più in là

      Storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo

      • 144 páginas
      • 6 horas de lectura

      È la mattina del 17 maggio 1972, e la pistola puntata alle spalle del commissario Luigi Calabresi cambierà per sempre la storia italiana. Di lì a poco il nostro paese scivolerà in uno dei suoi periodi più bui, i cosiddetti "anni di piombo", "la notte della Repubblica". Quei due colpi di pistola però non cambiarono solo il corso degli eventi pubblici, ma sconvolsero radicalmente la vita di molti innocenti. La storia dell'omicidio Calabresi è anche la storia di chi è rimasto dopo la morte di un commissario che era anche un marito e un padre. E di tutti quelli che hanno continuato a vivere dopo aver perso la persona amata durante la violenta stagione del terrorismo. Mario Calabresi, oggi giornalista di "Repubblica", racconta la storia e le storie di quanti sono rimasti fuori dalla memoria degli anni di piombo, l'esistenza delle "altre" vittime del terrorismo, dei figli e delle mogli di chi è morto: c'è chi non ha avuto più la forza di ripartire, di sopportare la disattenzione pubblica, l'oblio collettivo; e c'è chi non ha mai smesso di lottare perché fosse rispettata la memoria e per non farsi inghiottire dai rimorsi. La storia della sua famiglia si intreccia così con quella di tanti altri (la figlia di Antonio Custra, di Luigi Marangoni o il figlio di Emilio Alessandrini) costretti all'improvviso ad affrontare, soli, una catastrofe privata, che deve appartenere a tutti noi.

      Spingendo la notte più in là
    • Cosa tiene accese le stelle di Mario Calabresi confronta due epoche della storia d'Italia: il passato dei nostri genitori e un presente segnato da sfiducia e mancanza di prospettive. L'autore esplora come si idealizzi il passato, enfatizzando gli aspetti positivi e ignorando le difficoltà, contribuendo a un pessimismo diffuso. Il luogo comune "si stava meglio quando si stava peggio" riflette un desiderio nostalgico che non riconosce le sfide del presente. Calabresi sostiene che, invece di rifugiarsi in un passato glorioso, è fondamentale affrontare le sfide attuali con la speranza, le ambizioni e la capacità di sognare che hanno caratterizzato i tempi passati. Questi sentimenti sono essenziali per superare il fatalismo e il nichilismo, sostituendoli con una rinnovata fiducia nel futuro. Attraverso un viaggio nella memoria, l'autore racconta storie di scienziati, imprenditori, artisti e persone comuni, dimostrando che se loro ce l'hanno fatta, anche noi possiamo. Il presente, pur essendo paralizzato dallo sconforto, non deve nostalgicamente guardare al passato, ma trarne ispirazione per trovare la forza di affrontare le sfide e coltivare le proprie passioni. La strada verso il benessere e la libertà esiste, e Calabresi ce la indica.

      Cosa tiene accese le stelle
    • Cosa tiene accese le stelle

      Storie di italiani che non hanno mai smesso di credere nel futuro

      • 130 páginas
      • 5 horas de lectura

      L'opera di Mario Calabresi confronta due epoche della storia d'Italia: il passato dei nostri genitori e il presente, segnato da sfiducia e mancanza di prospettive. L'autore esplora come il passato venga idealizzato, evidenziando solo gli aspetti positivi e ignorando le difficoltà, alimentando un pessimismo diffuso. La frase "si stava meglio quando si stava peggio" riassume un sentimento comune, ma Calabresi sottolinea che il vero problema è la difficoltà di affrontare le sfide attuali, portando a un'inutile nostalgia. Contrariamente a quanto si crede, il passato non era privo di ostacoli; la speranza, le ambizioni e la capacità di sognare hanno contribuito al progresso. Questi sentimenti sono essenziali per affrontare il presente, sostituendo fatalismo e nichilismo con speranza e voglia di futuro. L'autore intraprende un viaggio nella memoria del paese, raccontando storie di scienziati, imprenditori e persone comuni, per dimostrare che, se loro ce l'hanno fatta, anche noi possiamo. Il presente, bloccato dalla disperazione, deve trarre ispirazione dal passato per superare le difficoltà. La fiducia e la volontà sono fondamentali per riscoprire passioni e lottare per il benessere e la libertà. Calabresi ci guida verso una strada di speranza e rinnovamento.

      Cosa tiene accese le stelle
    • Strade Blu: Quello che non ti dicono

      • 216 páginas
      • 8 horas de lectura

      «Mi aiuti a scoprire chi era mio padre? Non l'ho mai conosciuto, ma è sempre con me.» Per mesi questa richiesta, arrivata alla fine di una presentazione de "La mattina dopo", è rimasta sepolta nei miei pensieri. Poi, la mail di un missionario che vive nel deserto algerino mi ha convinto a mettermi in viaggio. Il padre di Marta scomparve nel 1975 quando lei non era ancora nata, risucchiato nel gorgo del terrorismo che aveva cominciato a insanguinare l'Italia. Carlo Saronio, figlio di una delle famiglie più benestanti di Milano, non aveva ancora ventisei anni quando venne tradito dagli amici con cui condivideva ideali rivoluzionari. Marta per anni non ha mai fatto domande, immersa in un faticoso silenzio. Ma non si può vivere in eterno con i fantasmi, arriva sempre il giorno in cui dobbiamo fare i conti con le memorie, anche le più dolorose. Così le ho detto di sì, e ho cominciato un viaggio alla ricerca delle tracce di quel ragazzo che viveva sospeso tra due mondi inconciliabili, che trovò il coraggio di scegliere la sua strada quando era troppo tardi. Scavando nei ricordi di una Milano in cui il passato è ancora presente tra noi, sono riuscito a riannodare i fili di una storia mai raccontata, che appartiene anche a me.

      Strade Blu: Quello che non ti dicono