Ensayos en la edición: -La obra de arte en la era de su reproductibilidad técnica -Sobre el concepto de historia -El autor como productor -La tarea del traductor -El narrador
Enrico Filippini Orden de los libros (cronológico)
Enrico Filippini fue un periodista y traductor italiano cuya obra se caracterizó por un profundo compromiso con el pensamiento literario y filosófico. Sus estudios en Milán, Berlín y Múnich se centraron en movimientos juveniles e ideologías pedagógicas. Desempeñó el cargo de editor literario para destacadas editoriales y más tarde se convirtió en el editor cultural del periódico La Repubblica. Filippini tradujo a pensadores y escritores alemanes y también publicó sus propios cuentos, que obtuvieron reconocimiento de la crítica y del público.



La morte a Venezia - Tonio Kröger - Tristano
- 176 páginas
- 7 horas de lectura
Sono qui riunite tre lunghe novelle - o romanzi brevi -comunemente annoverate tra le opere migliori di Mann. In La morte a Venezia (1913) è narrata la storia di una passione senile dello scrittore Aschenbach, sullo sfondo di una Venezia equivoca e torbida in cui s'annuncia il colera: su quello sfondo morboso ed enigmatico la passione si chiarisce e si esalta, fino al crollo totale del tipico eroe manniano, travagliato dalla lotta incessante fra l'aspirazione eroica della perfezione e dell'autodisciplina e il decadentistico amore dell'irregolare e del dissoluto. Tristano è del 1903: torna, come nei Buddenbrook , la musica wagneriana a motivo conduttore di un processo di dissoluzione fisica e spirituale. Tonio Kröger , pure del 1903, è opera propriamente autobiografica. Il motivo dell'acuta nostalgia di un'adolescenza irrimediabilmente lontana, di una vita semplice e felice, vi è espresso in pagine bellissime alle quali si alternano altre mirabili pagine di critica dell'arte.
Piccola Biblioteca Einaudi. Nuova serie - 34: L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica
Arte e società di massa
- 184 páginas
- 7 horas de lectura
La Gioconda su un foulard o l'incisione di un concerto di Ravel diretto dall'autore stesso e ogni giorno riascoltabile sono due esempi di quel fenomeno che Benjamin definisce "la perdita dell'aura" nell'epoca della riproducibilità tecnica dell'arte, ossia la perdita del "qui e ora" magico ed unico che si fonde con la creazione artistica e la contraddistingue. Nel chiuso di una automobile, ad esempio, mediante un mangianastri si può ascoltare quel concerto di Ravel al di fuori della sua unicità spazio-temporale, oggettivandolo e spersonificandolo. Nondimeno, la perdita del carisma insito nell'opera d'arte, "unica" eppure riprodotta, non è deplorata da Benjamin con quell'attegiamento aristocratico che contraddistingue alcuni esponenti della Scuola di Francoforte. Egli collega infatti la "perdita dell'aura" nella società contemporanea all'irruzione delle masse sulla scena e alla loro richiesta di cultura che è gioco forza diventi una merce. La riproduzione dell'opera d'arte in "sede impropria" non ne comporta una perdita di qualità, ma piuttosto una desacralizzazione, il che favorisce un'esperienza laica della cultura e ne sostituisce il valore rituale con un valore espositivo antiestetizzante.