Tullio De Mauro Libros
Tullio De Mauro fue un lingüista italiano cuyo trabajo profundizó en la naturaleza y evolución del lenguaje. Influenciado por los estructuralistas y en particular por Ferdinand de Saussure, su investigación buscó desvelar las complejidades de la comunicación humana. Las publicaciones de De Mauro se centraron en la lingüística del lenguaje y su impacto en el pensamiento humano. Su carrera académica y su compromiso público subrayaron su dedicación de por vida al estudio y la difusión del conocimiento lingüístico.






Storia linguistica dell'Italia unita
- 573 páginas
- 21 horas de lectura
Una de las obras más importantes de nuestro siglo, con comentarios y notas sobre los aspectos más controvertidos que han ido aclarando los diferentes investigadores de la obra de Saussure.
Più di ogni altro segno, le parole accompagnano ogni nostra esperienza: le più personali e private e le più pubbliche, le più abituali e le creazioni più straordinarie della fantasia e del pensiero scientifico. Questo libro ci introduce a capire radici, modi, effetti del nostro parlare e, forse, a controllarlo meglio.
Un'analisi sulla diffusione della cultura in Italia e sulla situazione attuale, sui valori e sulle scelte politiche che esprimono oggi gli italiani.
Universale - 107: Profilo storico della linguistica moderna
- 247 páginas
- 9 horas de lectura
Biblioteca Storica: Storia linguistica dell'Italia repubblicana dal 1946 ai nostri giorni
- 278 páginas
- 10 horas de lectura
La svolta istituzionale e politica del 1946 rinnovò profondamente l'Italia, nel costume, nella cultura e nel linguaggio. Le città erano piene di cumuli di macerie, ma nella pace ritrovata le speranze prevalevano. In quel bisogno di esprimersi, la lingua comune fu chiamata a rispondere a una pluralità di impieghi e registri prima sconosciuta, e così accadde anche ai dialetti. Parte da questa volontà di nuovo la "Storia linguistica dell'Italia repubblicana", che si propone di continuare fino all'oggi la "Storia linguistica dell'Italia unita" dedicata agli anni dal 186l al secondo dopoguerra. Il libro racconta il quadro delle condizioni linguistiche e culturali del paese a metà Novecento: un paese contadino segnato da bassa scolarità, analfabetismo, predominio dei dialetti. Individua poi i mutamenti di natura economica, sociale, politica e le luci e le ombre di quel che è avvenuto nel linguaggio: largo uso dell'italiano nel parlare, ma continua disaffezione alla lettura, nuovo ruolo dei dialetti, scarsa consuetudine con le scienze, mediocri livelli di competenza della popolazione adulta, difficoltà della scuola. L'ultimo capitolo, infine, mostra come tutto ciò incida sui modi di adoperare la nostra lingua: sul vocabolario e la grammatica che usiamo, parlando in privato o in pubblico, o scrivendo testi giornalistici, amministrativi e burocratici, letterari o scientifici.


