Le Scie: Fucilate gli ammiragli
La tragedia della Marina italiana nella seconda Guerra Mondiale
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Quasi mezzo secolo ci separa dal giorno in cui Mussolini, contando su una campagna di poche settimane, gettò l'Italia « fascista » nel tormento della seconda guerra mondiale. Un evento inevitabile dopo che il duce aveva scelto Hitler come alleato e le democrazie occidentali come nemici. Un paese impreparato dal punto di vista militare, economico e psicologico, dovette affrontare prove tremende che misero in luce tutti i difetti e i ritardi, vanamente coperti per oltre vent'anni da una propaganda mistificatrice. La flotta italiana, quinta al mondo, scoprì amaramente la propria inesperienza e inadeguatezza. Le unità, più adatte a parate militari che a confronti con la potente Mediterranean Fleet inglese, non riuscirono a cambiare la realtà. L'arretratezza concettuale di Supermarina e dei grandi ammiragli, insieme alla povertà dei mezzi, portarono a pesanti sconfitte e umiliazioni. La battaglia di Capo Matapan rappresenta un momento simbolico di questa crisi. Gianni Rocca ripercorre le amare pagine della Marina italiana attraverso scontri navali, missioni pericolose, naufragi, eroismi, e conflitti interni tra il nostro apparato militare e il potere politico, fino alla resa dei conti dell'8 settembre. Rivive l'odissea di comandanti e marò che combatterono nelle infide acque del Mediterraneo, culminando con il tragico destino degli ammiragli fucilati da Mussolini nel vano tentativo di distogliere le colpe di una guerra perduta.


