Nel dibattito pubblico italiano l'apparato simbolico del discorso ostile alla genetica e alla biomedicina contemporanee si fonda sull'impiego polemico di accezioni fortemente negative della parola «eugenetica». Si tratti di diagnosi prenatale, fecondazione assistita o terapia genica, è sempre questa parola-tabù a comparire. E ad accompagnarla è, il più delle volte, il riferimento a uno specifico contesto storico: il nazismo. In tale discorso stigmatizzante l'eugenetica viene presentata come una forma di «pseudoscienza reazionaria, razzista e antisemita», fonte di violenza e discriminazioni. Ma spesso una reale definizione è del tutto assente. In forte contrasto con tale banalizzazione, negli ultimi trent'anni la storiografia ha definito un quadro sempre più complesso dell'eugenetica nel Novecento. Alla luce di questi sviluppi il libro ragiona sull'uso pubblico del concetto di «eugenetica», per decostruire le ambiguità semantiche, spesso strumentali, legate all'adozione del termine nel dibattito politico-culturale italiano.
Francesco Cassata Libros
El trabajo de Francesco Cassata profundiza en las historias de la eugenetista, la genética, la historia de la ciencia en la economía, el racismo y el fascismo. Su investigación examina críticamente las intrincadas relaciones entre las ideologías científicas y los movimientos sociales. Cassata analiza cómo se formaron estas ideas y su impacto posterior en los acontecimientos históricos. Su enfoque ofrece una profunda visión de los aspectos más oscuros del progreso científico y el poder político.
