Macbeth, Amleto, Re Lear, Otello, Antonio e Cleopatra, Cimbelino, Pericle
512 páginas
18 horas de lectura
Macbeth, traduzione Ugo Dèttore Amleto, traduzione Luigi Squarzina Re Lear, traduzione Ugo Dèttore Otello, traduzione Emilio Cecchi e Suso Cecchi D'Amico Antonio e Cleopatra, traduzione Francesco Franconeri Cimbelino, traduzione Luigi Squarzina Pericle, traduzione Giorgio Albertazzi
<i>manalive</i> è uno dei più complessi e affascinanti romanzi della letteratura inglese. Scritto da Gilbert Keith Chesterton nel 1912, narra la storia del fantastico Innocent Smith, il debordante e incredibile protagonista che in un caldo pomeriggio estivo irrompe nel giardino del piccolo cottage, che è casa Beacon, sospinto da un vento turbinoso. Annunciato da un panama bianco e da un ombrello verde, sospinti dal vento, nel giardino della pensione della taciturna signora Duke, Innocent plana col suo vestito verde da vacanziere al cospetto di tre giovani uomini, il dr. Warner, l'irlandese Michael Moon e Artur Inglewood, impegnati in una discussione su un bizzarro e delirante telegramma. L'omone esordisce e persevera in comportamenti inconsueti, irrazionali e incomprensibili, che lo trasformano agli occhi dei villeggianti in un pericoloso individuo. Subirà quindi un bizzarro "processo casalingo", dove le orribili accuse che gli verranno pregiudizialmente mosse, sono quelle di tentato omicidio, omicidio, furto con scasso e bigamia. Nelle vesti di mite imputato, Innocent si lascia docilmente processare. Alla fine, l'avvocato difensore smonterà tutte le accuse, svelando ai presenti il senso stesso del nome del suo straordinario cliente: Manalive.