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Anna Maria Lorusso

    le Onde - 69: Il virus che rende folli
    Leaving Tangier
    L'ultimo amico
    • L'ultimo amico

      • 169 páginas
      • 6 horas de lectura

      È la storia di due amici, Ali e Mamed. Hanno condiviso molte cose, hanno amato, studiato, si sono abbandonati al sogno di un'utopia rivoluzionaria insieme, ma poi, all'improvviso, una lettera di Mamed, fatta di "poche frasi, brutali, secche, definitive", annuncia la rottura del loro sodalizio. Solo alla fine, dopo la rievocazione delle loro vicende personali emergeranno la verità e il senso di quella lettera drammatica. Sapremo che l'amicizia è finita per volere di Mamed, che ha preferito risparmiare all'amico un dolore troppo grande.

      L'ultimo amico
      3,7
    • Leaving Tangier

      • 372 páginas
      • 14 horas de lectura

      Young Moroccans gather regularly in a seafront cafe to gaze at the lights on the Spanish coast glimmering in the distance. A young man called Azel is intent upon leaving one way or another. At the brink of despair he meets Miguel, a wealthy Spanish gallery-owner, who promises to take him to Barcelona if Azel will become his lover.

      Leaving Tangier
      3,5
    • le Onde - 69: Il virus che rende folli

      • 107 páginas
      • 4 horas de lectura

      La pandemia che ha travolto le nostre vite dalla fine di febbraio non ha messo a repentaglio solo la nostra salute, né solo la nostra economia. A differenza delle altre epidemie della storia, ha travolto anche la nostra testa, portandoci a una specie di follia collettiva in cui si sono perse priorità, chiarezza di sguardo, obiettivi e capacità di giudizio. La “prima paura mondiale” (come è stato per la prima guerra mondiale) ha stravolto tutto, ed è ora di fare un bilancio. Bernard-Henri Lévy – filosofo e giornalista da sempre attento ai temi etici della contemporaneità – individua in cinque punti i rischi maggiori sul piano sociale e morale del Covid-19: la sanitarizzazione della società; l’idea di una “lezione del virus”, una sorta di lettura provvidenziale e punitiva della pandemia; l’apprezzamento del ritiro nelle proprie case, un confinamento prima noioso, poi sempre più dorato, protettivo; il riposizionamento dei valori della vita (per cui portare a spasso i cani è diventato essenziale, uscire a prendere un libro no) e infine la messa in secondo piano, anzi la neutralizzazione, di tutti gli altri problemi del mondo, come se non esistesse altro che la pandemia. È ora di recuperare, dopo questa esperienza disastrosa, un’idea di mondo e di vita più complessa. È ora di tornare a vivere. Senza dimenticare quello che abbiamo passato, ma andando oltre. Guardando più in là.

      le Onde - 69: Il virus che rende folli