A viso aperto
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Questa lunga intervista è stata realizzata per mettere in luce i fatti che hanno segnato la mia vita come li ricordo oggi ed è una mia personale versione, il prodotto di innumerevoli discussioni in una stanza vuota del carcere di Rebibbia, nei dintorni di Roma. Probabilmente, all'ombra di un grande faggio, i ricordi non sarebbero gli stessi. D'altra parte, il rifugio in distaccamenti arbitrari dagli eventi porta al tradimento degli stessi eventi con il linguaggio confuso del mito: del mito stesso della nostra vita. Per questo motivo chiedo al lettore di apprezzare la grandezza del cambiamento, di vagare in queste pagine senza peso nell'anima, senza lasciarsi ingannare dal "determinante" delle parole che anche con un soffio possono trascinarti con sé.


