Fin dal primo romanzo "L'esclusa" (1901), i personaggi della narrativa pirandelliana tracciano il grafico della solitudine e dell'alienazione dell'individuo di fronte a una realtà contraddittoria, inafferrabile, inconoscibile, priva di punti di riferimento. Ciascuno a suo modo esemplifica o denuncia la sconcertante inquietudine, lo scacco, la sconfitta che nascono dall'impossibilità di sapere, di prevedere, di dominare. E l'autore delinea questa accidentata geografia di naufragi esistenziali con quella "pietà spietata" che rappresenta l'ingrata ricchezza della sua visione umoristica, in cui convivono dolore e riso, partecipazione e distacco.
Sergio Campailla Orden de los libros (cronológico)






Grandi tascabili economici Newton Narrativa: Le avventure di Tom Sawyer. Ediz. integrale
- 224 páginas
- 8 horas de lectura
“Una delle poche cose, anzi forse la sola ch'io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal.” Es el incipit del romanzo más conocido de Luigi Pirandello: El difunto Matías Pascal. En él se encuentra la célula generativa de toda la obra. Cuando lo escribió, el autor siciliano sabía tanto como quien lee estas primeras líneas. Elegido nombre y apellido, comienzan las peripecias del personaje, quien pronto se encuentra en una situación similar a la del autor: debe dar vida a “un hombre inventado”. Durante esta verdadera aventura de nombres, el libro asume su forma plenamente novecentista, en la que autobiografía y biografía imaginaria se confunden. Consanguíneo de los seis personajes en busca de autor, Matías Pascal parece en ocasiones lanzar mensajes al lector para liberarlo del vínculo papel y, por ende, de su muda soledad. “La conciencia irónica y ascética encuentra en la literatura el único modo de operar que no entra en colisión con el mundo. La transformación de la vida en literatura, tras la ruptura irónica con ese yo que corría por el mundo en busca de libertad y felicidad, confirma que solo la pacificación con uno mismo es el verdadero edén y la única utopía realizable.”
Sandokan
- 240 páginas
- 9 horas de lectura
"Sandokán" de Emilio Salgari es una emocionante novela de aventuras que sigue a un pirata malayo en el siglo XIX. Con acción, intriga y romance, Salgari sumerge al lector en exóticos escenarios del sudeste asiático a través de un lenguaje vibrante. Una lectura imprescindible para los amantes de la aventura y la emoción.
Maschere nude - Edizioni integrali
- 1270 páginas
- 45 horas de lectura
Contiene: Ma non e una cosa seria Bellavita La patente L'altro figlio Liola O di uno o di nessuno Non si sa come Trovarsi Quando si è qualcuno All'uscita La nuova colonia Lazzaro La favola del figlio cambiato I giganti della montagna
I Malavoglia - Mastro-don Gesualdo - Storia di una capinera. Edizioni integrali. A cura di Sergio Campailla.
- 530 páginas
- 19 horas de lectura
A cura di Sergio Campailla, Edizioni integrali esplora l'umanità dei vinti, coloro che sono inesorabilmente falciati dalla storia, un tema centrale nel verismo di Giovanni Verga. La sua straordinaria capacità di rappresentare la condizione umana in una Sicilia vissuta in prima persona emerge chiaramente. In un romanzo corale, una famiglia di pescatori di Aci Trezza esprime un attaccamento alla tradizione familiare, che sembra l'unica salvezza, ma si avvia verso un triste naufragio. Mastro-don Gesualdo racconta il cambiamento sociale di classi in decadenza e in ascesa, illustrando la storia di un muratore arricchito che dedica le sue energie a un amore sterile per la “roba”. Temi ricorrenti nella novellistica verghiana, non solo siciliana, includono la lotta disperata per la sopravvivenza, il conflitto per il possesso e il desiderio di elevarsi, che si rivela vano di fronte a un destino segnato. Tra le pagine più riuscite di Verga ci sono Rosso Malpelo, Ciàula scopre la luna e La roba. Nato nel 1840 a Catania e attivo a Firenze e Milano, il suo ritorno in Sicilia e l'incontro con la dura realtà meridionale hanno orientato la sua produzione verso un'analisi oggettiva della vita. Morì a Catania nel 1922.
Tutte le novelle: Edizione integrale
- 537 páginas
- 19 horas de lectura
La Sicilia è una terra aspra e difficile, che concede poco, ma che ha regalato nel corso del tempo grandi storie, scritte da chi ha saputo coglierne il nucleo incandescente e metterlo in scena in forma narrativa. Tra questi, un posto di primissimo piano spetta a Giovanni Verga, l'autore dei "Malavoglia" e di Mastro don Gesualdo, ma anche di un numero eccezionale di novelle nelle quali si sperimenta un nuovo modo di fare racconto, ricorrendo ai criteri di un realismo asciutto e crudo in grado dì far avvertire al lettore le condizioni di vita -i costumi e le prassi sociali - della Sicilia del secondo Ottocento.
La Lupa
- 96 páginas
- 4 horas de lectura
David Lan's new version of Verga's classic play "Mothers like me? We should be burned alive. We should be fed to the pigs, mothers like me." A mother fumes about her daughter's love affair as they hurtle towards tragedy in Verga's passionate Italian drama, first performed in 1894. David Lan's acclaimed new version premiered at the RSC in June 2000.
Con I Viceré De Roberto raggiunge la pienezza e la forza espressiva del capolavoro. In questo romanzo storico, paragonabile per impianto e grandezza a I Buddenbrook di Thomas Mann, l’autore crea un equilibrio perfetto fra la rappresentazione del «decadimento fisico e morale d’una stirpe esausta» e le vicende dell’unificazione italiana. Il libro racconta la saga di una grande famiglia aristocratica siciliana di ascendenza spagnola, gli Uzeda. A partire dalla fatidica morte della capostipite, le vicende familiari si dipanano sullo sfondo di una Sicilia feudale e borbonica; e d’altra parte, la storia della Sicilia e dell’Italia entra, a poco a poco ma inarrestabile, nel recinto familiare. I Viceré si conferma come il massimo romanzo di De Roberto e uno dei vertici dell’intera narrativa italiana.



