Als die Melchersons - Schriftsteller mit 4 Kindern zwischen 7 und 19 - eines schönen Sommertages in Stockholm das Fährschiff besteigen, ahnen sie nicht, welche Abenteuer, Sorgen und Freuden ihnen auf Saltkrokan bevorstehen.
Poi non venite a lamentarvi che vi siete spaventati. Perché questo è un libro che fa paura, che più di uno scossone lo dà. Siamo nello stesso autobus del brivido che forse conoscete, ormai malridotto e bloccato nel cimitero delle automobili. Fuori piove e i quattro ragazzi che vi si sono rifugiati si trovano ad ascoltare una voce soprannaturale che racconta storie raccapriccianti, mentre fuori ringhiano i lupi. E poi è ancora peggio perché l'autobus si mette in moto per un tour horror con uno scheletro al volante.
Che fatica essere un gatto! Tutti ti afferrano, ti stritolano e ti strizzano come se fossi un cuscino e non un animale in carne e ossa. Per non parlare di quando il tuo padrone ti affibbia un nome ridicolo, ti sgrida, ti obbliga a mangiare quello che vuole lui facendoti diventare così grasso da non riuscire neanche più a saltare. Molto meglio essere un gatto libero e senza nome!