Nell'Italia del Cinquecento, divisa tra lo splendore delle corti e delle arti e la tragedia delle guerre e delle pestilenze, nuove dottrine religiose diffondono gli umori inquietanti del dubbio e della ribellione, insieme con le speranze di un profondo rinnovamento. Il fervore del dissenso e della libera critica percorre strati sociali d'ogni condizione, tocca il vertice e la base ecclesiale della cattolicità, investendo tanto le dottrine teologiche quanto le paratiche religiose quotidiane.
Massimo Firpo Libros


Gli affreschi di Pontormo a San Lorenzo
Eresia, politica e cultura nella Firenze di Cosimo I
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Tra il 1545 e il 1556 nel coro della basilica laurenziana, vero e proprio tempio sacrale della dinastia medicea, Pontormo dipinse un grandioso ciclo di affreschi, purtroppo andati distrutti alla metà del Settecento, sui quali ha pesato fino al giorno d'oggi il severo giudizio di Giorgio Vasari. Una stroncatura motivata da ragioni formali, quella del Vasari, che nascondeva tuttavia altre e piu insidiose motivazioni ideologiche e religiose.Sulla base delle descrizioni coeve e dei numerosi disegni superstiti il libro ricostruisce la struttura degli affreschi e ne indaga i contesti culturali e politici per mostrare come in essi -caso unico nella storia dell'arte italiana - si celasse la rigorosa trascrizione in immagini di un testo eterodosso, la cui condanna all'Indice nel 1549 non impedí all'artista e ai suoi autorevoli committenti di portare a termine l'impresa. Un'opera figurativa militante dunque, nella quale - sullo sfondo delle diverse definizioni dottrinali cui nello stesso periodo approdava il concilio di Trento - si intrecciano anche le scelte religiose e politiche del principato cosimiano, negli anni del suo consolidamento interno e internazionale, dei suoi aspri scontri con Roma, della sua tenace vigilanza antisavonaroliana. Un libro che si muove sul crinale di discipline e metodologie diverse, tra storia dell'arte, storia politica, storia culturale e religiosa.