Una parete sottile
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Fin dall'età di tre anni, il giovane protagonista vive con la madre in un bilocale nel centro storico di una città del nord Italia. La loro modesta casa è una frazione di un appartamento più grande e nobile, abitato da una famiglia numerosa che sembra incarnare un'esistenza armoniosa. Attraverso il sottile tramezzo che divide le due abitazioni, il ragazzo percepisce le voci e i rumori della vivace famiglia accanto: le grida delle sorelline, il rumore delle cartelle, le corse nel corridoio e le confidenze tra i genitori. Ma ciò che colpisce di più il ragazzo sono le note del pianoforte suonato dalla madre dei quattro bambini, una donna che ha rinunciato alla carriera di concertista per dedicarsi alla famiglia. Sebbene lui sia un tipo solitario e non conosca la musica, l'ascolto involontario lo emoziona e lo turba profondamente. Quando, a causa di una malattia del marito, la pianista diventa vedova e affronta il lutto cercando conforto nel suo strumento, il giovane è costretto a seguirla in un viaggio attraverso il dolore, un'esperienza che gli appare tanto irresistibile quanto incomprensibile.
