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Ernst Kantorowicz

    3 de mayo de 1895 – 9 de septiembre de 1963

    Ernst Kantorowicz, nacido en una familia germano-judía asimilada, abandonó los negocios después de la Primera Guerra Mundial para dedicarse a la filosofía y la historia. Su primera obra sobre el emperador Federico II adoptó un enfoque poco ortodoxo y poético, presentando al gobernante como un líder espiritual idealizado y provocando debates en la comunidad histórica. Profundamente influenciado por la estética y el misticismo del grupo Georgekreis, Kantorowicz se centró en las dimensiones poéticas y culturales de la historia en lugar de las narrativas políticas convencionales. Su obra maestra posterior exploró la teología política medieval, rastreando el concepto del poder real como una unión de la persona y la encarnación de la comunidad, dejando una marca indeleble en el campo.

    Ernst Kantorowicz
    Kaiser Friedrich der Zweite. Ergänzungsband
    Federico II. Imperatore
    Die zwei Körper des Königs
    The King's Two Bodies
    Frederick the Second
    • Frederick the Second

      • 656 páginas
      • 23 horas de lectura

      A reissue of the bestselling life of the Holy Roman Emperor, Frederick the Second, with a new introduction by Dan Jones.

      Frederick the Second
      4,2
    • The King's Two Bodies

      A Study in Mediaeval Political Theology

      • 592 páginas
      • 21 horas de lectura

      First published in 1957, Ernst Kantorowicz's THE KING'S TWO BODIES traces the "King's two bodies", the body politic and the body natural, back to the Middle Ages. By placing the concept in its proper setting of medieval thought and political theory, Kantorowicz demonstrates how the early-modern Western monarchies gradually began to develop a "political theology". illustrations.

      The King's Two Bodies
    • Der merkwürdige und einprägsame Titel entstammt einem Rechtssatz elisabethanischer Kronjuristen. Sie schrieben dem König zwei Körper zu: den natürlichen, und damit sterblichen, und einen übernatürlichen, der den Engeln vergleichbar, niemals stirbt. Religion und Staatslehre vereinen sich in dieser politischen Glaubensformel. Aus dieser mittelalterlichen juristischen Fiktion der zwei Körper des Königs entfaltet Kantorowicz eine Entstehungsgeschichte des modernen Staates, die historische Physiologie der Unterscheidung zwischen der öffentlichen Funktion und der konkreten Person, die sie ausfüllt.

      Die zwei Körper des Königs
      4,4
    • "Stupor mundi" fu detto dai contemporanei Federico II di Svevia, l'unico degli imperatori germanici del medioevo, insieme al Barbarossa, che occupi un posto riconosciuto nella nostra storia e subito ci rimandi a immagini evidentissime: la disfatta inflittagli nel 1248 dai popolani di Parma, la città di quel Salimbene che lo paragonava a un drago funesto; gli splendori della corte di Sicilia, consacrati dalla lirica della "prima scuola", di cui il sovrano medesimo era mecenate; i castelli di Puglia, gli arcieri musulmani, le donne dell'harem, le cacce col falcone illustrate nel suo trattato, il più ricco che ci resti in materia. Immagini romantiche, però. E confluenti verso un'interpretazione convenzionale, che confina Federico in una luce araldica di crepuscolo: per chiudere con la sua figura un conflitto secolare tra impero e chiesa, e inaugurare invece il decollo della civiltà borghese mercantile culminante nel rinascimento. Qui l'imperatore non è segnacolo di una fase storica schematizzata, ma si muove all'interno di un complicato gioco d'azioni e di reazioni. Di lui viene rivelata, duplice e sconcertante, l'anima insieme feudale e "illuminata": il senso feroce del potere, e lo scetticismo che a esso poneva di continuo un limite invalicabile.

      Federico II. Imperatore
      4,4