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Chi è Viadimir Luxuria? Chi è stata prima di essere parlamentare alla Camera dei Deputati? Dove ha iniziato le sue battaglie per l'uguaglianza, la libertà, il riconoscimento dei diritti? Dal palco del Muccassassina, festa evento e discoteca lesbo-gay-trans - come fosse una gigantesca lente di ingrandimento sul mondo - Viadimir Luxuria ci racconta il mondo sommerso eppure prorompente della diversità, della bellezza altra, di un mondo che ci è, comunque, prossimo. E da quel palco - come fosse, questa volta, uno specchio - Vladimir Luxuria si racconta come un raggio stroboscopico di vitalità, impegno civile, libertà. Sulla scia di "Weekend postmoderno" di Pier Vittorio Tondelli, Vladimir Luxuria descrive il dentro e il fuori della discoteca come "il palco usato per essere scalfito dai tacchi di una drag queen o per urlare il nostro animalismo, il nostro orgoglio, il nostro pacifismo".
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Chi ha paura della Muccassassina?, Vladimir Luxuria
- Idioma
- Publicado en
- 2007
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- (Tapa blanda)
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- Título
- Chi ha paura della Muccassassina?
- Subtítulo
- Il mio mondo in discoteca e viceversa
- Idioma
- Italiano
- Autores
- Vladimir Luxuria
- Editorial
- Bompiani
- Publicado en
- 2007
- Formato
- Tapa blanda
- Páginas
- 253
- ISBN10
- 8845258386
- ISBN13
- 9788845258381
- Serie
- Etiquetas
- Historias reales, Biografías, Política, LGBTQ+, Género, Justicia Social
- Calificación
- 2,8 de 5
- Descripción
- Chi è Viadimir Luxuria? Chi è stata prima di essere parlamentare alla Camera dei Deputati? Dove ha iniziato le sue battaglie per l'uguaglianza, la libertà, il riconoscimento dei diritti? Dal palco del Muccassassina, festa evento e discoteca lesbo-gay-trans - come fosse una gigantesca lente di ingrandimento sul mondo - Viadimir Luxuria ci racconta il mondo sommerso eppure prorompente della diversità, della bellezza altra, di un mondo che ci è, comunque, prossimo. E da quel palco - come fosse, questa volta, uno specchio - Vladimir Luxuria si racconta come un raggio stroboscopico di vitalità, impegno civile, libertà. Sulla scia di "Weekend postmoderno" di Pier Vittorio Tondelli, Vladimir Luxuria descrive il dentro e il fuori della discoteca come "il palco usato per essere scalfito dai tacchi di una drag queen o per urlare il nostro animalismo, il nostro orgoglio, il nostro pacifismo".
