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Dizionario delle cose perdute

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  • 140 páginas
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C'era una volta... ma cosa c'era una volta? Un tempo, non si parlava del frutto amato dai bambini, ma dell'acconciatura arrotolata che i piccoli odiavano, ma che i genitori consideravano essenziale. Per gustare un buon espresso, si doveva entrare al bar e ordinare un "caffè caffè", altrimenti si finiva con un caffè d'orzo. Scrivere significava combattere con i pennini, uscendo da scuola coperti d'inchiostro. Si andava dal tabacchino a comprare una sola sigaretta, fumandola liberamente, mentre i non fumatori erano considerati strani. I bambini non cambiavano guardaroba ogni stagione, indossando pantaloni corti anche d'inverno e costumi di lana in estate. Senza Playstation, si giocava per strada, divertendosi forse di più. Al cinema, si vivevano esperienze uniche... Con nostalgia, Francesco Guccini osserva con poesia e ironia oggetti, situazioni ed emozioni di un passato comune, a rischio di essere dimenticato, sepolto nella soffitta del tempo insieme a telefoni di bachelite e pompetta del Flit. Un viaggio nella vita di ieri, che invita a scoprire l'archeologia "vicina" di noi stessi, capace di commuovere e divertire, raccontando come siamo diventati.

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Dizionario delle cose perdute, Francesco Guccini

Idioma
Publicado en
2012
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(Tapa blanda),
Estado del libro
Bueno
Precio
3,59 €

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3,4
Bueno
330 Valoraciones

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Idioma
Italiano
Editorial
Mondadori
Publicado en
2012
Formato
Tapa blanda
Páginas
140
ISBN10
8804612851
ISBN13
9788804612858
Serie
Calificación
3,35 de 5
Descripción
C'era una volta... ma cosa c'era una volta? Un tempo, non si parlava del frutto amato dai bambini, ma dell'acconciatura arrotolata che i piccoli odiavano, ma che i genitori consideravano essenziale. Per gustare un buon espresso, si doveva entrare al bar e ordinare un "caffè caffè", altrimenti si finiva con un caffè d'orzo. Scrivere significava combattere con i pennini, uscendo da scuola coperti d'inchiostro. Si andava dal tabacchino a comprare una sola sigaretta, fumandola liberamente, mentre i non fumatori erano considerati strani. I bambini non cambiavano guardaroba ogni stagione, indossando pantaloni corti anche d'inverno e costumi di lana in estate. Senza Playstation, si giocava per strada, divertendosi forse di più. Al cinema, si vivevano esperienze uniche... Con nostalgia, Francesco Guccini osserva con poesia e ironia oggetti, situazioni ed emozioni di un passato comune, a rischio di essere dimenticato, sepolto nella soffitta del tempo insieme a telefoni di bachelite e pompetta del Flit. Un viaggio nella vita di ieri, che invita a scoprire l'archeologia "vicina" di noi stessi, capace di commuovere e divertire, raccontando come siamo diventati.