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Biblioteca Adelphi - 550: Il ratto del ricciolo

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Un certo Lord Petre ebbe l’ardire di tagliare surrettiziamente un ricciolo di Lady Arabella Fermor, e il gelo calò fra le due famiglie. Un giovane e già celebre poeta ricevette l’incarico di scrivere un testo per rasserenare gli animi. L’artista interpellato era il beffardo e geniale Alexander Pope, «piccolo usignolo» della Chiesa cattolica nell’Inghilterra settecentesca. Pope compose un poemetto che, per inventiva e passionalità, tocca punte di epicità omerica, mentre lavorava a una memorabile traduzione dell’Iliade. La sua è una guerra in miniatura, incentrata sull’eterna guerra dei sessi, dove l’infinitesimale giganteggia, come notato da Peter Ackroyd. Il ratto del ricciolo riscosse un immediato successo di pubblico e suscitò reazioni infuriate nella buona società. Pope, però, non era tipo da subire passivamente le critiche. Per ribattere, scrisse un commento che funge da chiave di lettura della sua opera e satira di ogni pretesa interpretativa. Utilizzando argomenti «coerenti e inconfutabili», stigmatizzò la fobia papista che avvelenava il clima inglese, fustigò pedanti e petulanti, e inventò una nuova forma di autopromozione.

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Biblioteca Adelphi - 550: Il ratto del ricciolo, Alessandro Gallenzi, Alexander Pope

Idioma
Publicado en
2009
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(Tapa blanda)
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Título
Biblioteca Adelphi - 550: Il ratto del ricciolo
Subtítulo
Testo inglese a fronte
Idioma
Italiano
Editorial
Adelphi
Publicado en
2009
Formato
Tapa blanda
Páginas
168
ISBN10
8845924459
ISBN13
9788845924453
Serie
Primera publicación
1714
Título original
The Rape of the Lock
Calificación
3,55 de 5
Descripción
Un certo Lord Petre ebbe l’ardire di tagliare surrettiziamente un ricciolo di Lady Arabella Fermor, e il gelo calò fra le due famiglie. Un giovane e già celebre poeta ricevette l’incarico di scrivere un testo per rasserenare gli animi. L’artista interpellato era il beffardo e geniale Alexander Pope, «piccolo usignolo» della Chiesa cattolica nell’Inghilterra settecentesca. Pope compose un poemetto che, per inventiva e passionalità, tocca punte di epicità omerica, mentre lavorava a una memorabile traduzione dell’Iliade. La sua è una guerra in miniatura, incentrata sull’eterna guerra dei sessi, dove l’infinitesimale giganteggia, come notato da Peter Ackroyd. Il ratto del ricciolo riscosse un immediato successo di pubblico e suscitò reazioni infuriate nella buona società. Pope, però, non era tipo da subire passivamente le critiche. Per ribattere, scrisse un commento che funge da chiave di lettura della sua opera e satira di ogni pretesa interpretativa. Utilizzando argomenti «coerenti e inconfutabili», stigmatizzò la fobia papista che avvelenava il clima inglese, fustigò pedanti e petulanti, e inventò una nuova forma di autopromozione.