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Il principio del dolore

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In un quieto soggiorno un fratello e una sorella non piú giovani preparano la tavola per un ospite amato, da tanti anni lontano. In una abitazione isolata un giovane medico sta per visitare una donna che ha quattro dita amputate da una misteriosa ferita. Nella casa paterna, ormai vuota dei genitori defunti, un ragazzo aspetta da un altro ragazzo la brutalità piú estrema pur di dare senso alla propria esistenza. Sempre, nei luoghi dove Haslett ambienta la propria narrazione, si compie una via crucis lancinante e si manifesta al tempo stesso, in tutta la sua trepida gloria, l'epifania della vita. Sembra anzi che soprattutto nel dolore, nella mancanza, nella perdita, nella deformità mentale o fisica, in ciò che di solito va scartato, e forma invece buona parte dell'intera nostra realtà, i personaggi di Haslett acquistino una statura tanto superiore a chi li vorrebbe, in qualche modo, «misurare», curare. E la perenne imminenza della catastrofe che caratterizza la loro discesa agli inferi è tutt'uno, per noi lettori, con la tranquilla luminosità della lingua che li racconta.

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Il principio del dolore, Adam Haslett, Giovanna Granato

Idioma
Publicado en
2006
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(Tapa blanda)
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4,6
Excelente
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Título
Il principio del dolore
Idioma
Italiano
Editorial
Einaudi
Publicado en
2006
Formato
Tapa blanda
Páginas
226
ISBN10
8806180983
ISBN13
9788806180980
Serie
Primera publicación
2002
Título original
You Are Not a Stranger Here
Calificación
4,6 de 5
Descripción
In un quieto soggiorno un fratello e una sorella non piú giovani preparano la tavola per un ospite amato, da tanti anni lontano. In una abitazione isolata un giovane medico sta per visitare una donna che ha quattro dita amputate da una misteriosa ferita. Nella casa paterna, ormai vuota dei genitori defunti, un ragazzo aspetta da un altro ragazzo la brutalità piú estrema pur di dare senso alla propria esistenza. Sempre, nei luoghi dove Haslett ambienta la propria narrazione, si compie una via crucis lancinante e si manifesta al tempo stesso, in tutta la sua trepida gloria, l'epifania della vita. Sembra anzi che soprattutto nel dolore, nella mancanza, nella perdita, nella deformità mentale o fisica, in ciò che di solito va scartato, e forma invece buona parte dell'intera nostra realtà, i personaggi di Haslett acquistino una statura tanto superiore a chi li vorrebbe, in qualche modo, «misurare», curare. E la perenne imminenza della catastrofe che caratterizza la loro discesa agli inferi è tutt'uno, per noi lettori, con la tranquilla luminosità della lingua che li racconta.