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- 720 páginas
- 26 horas de lectura
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Un inferno verde fatto di fango, afa, insetti e malattia sul quale regnano il cinismo e la brutalità dei guerriglieri. Gabbie e catene, marce forzate e un’incontenibile voglia di libertà. L’ansia per la famiglia lontana e il conforto della preghiera. Ingrid Betancourt, rapita dalle Farc nel 2002, racconta la vita ai confini della civiltà, e spesso oltre quelli dell’orrore. Dove una piccola radio, un cucchiaio di zucchero, una scimmietta da addomesticare possono salvare dalla follia. Ma dove le persone non sono mai quello che sembrano: le compagne di prigionia, i soldati, gli amici, gli aguzzini nascondono ciascuno segreti e traumi, e alcuni saranno protagonisti poi di aspre polemiche seguite alla liberazione. Un documento prezioso e spietato sulle ambiguità dell’animo umano di fronte all’estremo, una lettura appassionante e un’occasione per meditare.
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Non c'è silenzio che non abbia fine, Ingrid Betancourt
- Idioma
- Publicado en
- 2010
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- (Tapa dura)
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- Título
- Non c'è silenzio che non abbia fine
- Subtítulo
- I miei sei anni di prigionia nella giungla colombiana
- Idioma
- Italiano
- Autores
- Ingrid Betancourt
- Editorial
- Rizzoli
- Publicado en
- 2010
- Formato
- Tapa dura
- Páginas
- 720
- ISBN10
- 8817044520
- ISBN13
- 9788817044523
- Serie
- Etiquetas
- No ficción, Ciencias sociales, Tema histórico, Historia, Historias reales, Biografías, Ciencias políticas & Política, Política, Autobiografías y memorias, Secuestros, Cautiverio, Colombia
- Título original
- Même le silence a une fin
- Calificación
- 4,2 de 5
- Descripción
- Un inferno verde fatto di fango, afa, insetti e malattia sul quale regnano il cinismo e la brutalità dei guerriglieri. Gabbie e catene, marce forzate e un’incontenibile voglia di libertà. L’ansia per la famiglia lontana e il conforto della preghiera. Ingrid Betancourt, rapita dalle Farc nel 2002, racconta la vita ai confini della civiltà, e spesso oltre quelli dell’orrore. Dove una piccola radio, un cucchiaio di zucchero, una scimmietta da addomesticare possono salvare dalla follia. Ma dove le persone non sono mai quello che sembrano: le compagne di prigionia, i soldati, gli amici, gli aguzzini nascondono ciascuno segreti e traumi, e alcuni saranno protagonisti poi di aspre polemiche seguite alla liberazione. Un documento prezioso e spietato sulle ambiguità dell’animo umano di fronte all’estremo, una lettura appassionante e un’occasione per meditare.


