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«I celibi sostituiscono i sentimenti con le abitudini. Quando a questo sistema morale si somma un carattere debole, le cose materiali acquistano su di loro un potere sorprendente». Questo racconto è una disamina spietata di come le energie affettive non consumate pervertono i rapporti umani. Rappresenta una metafora del potere e della sua sete, accentuata dalla soffocante angustia di una provincia bigotta. Balzac esplora «le leggi naturali dell’egoismo», mostrando una lotta di interessi che si trasforma in un dramma cosmico. I tre protagonisti incarnano diverse forme di egoismo: don Birotteau, il parroco innocuo e viziato, è incapace di percepire le ostilità; don Troubert, maligno calcolatore, evolve da canonico intrigante a genio del male, godendo della vendetta contro Birotteau; infine, la triste zitella Gamard, che coltiva un sentimento di vendetta, diventa strumento di una rivalsa futile. La geometria degli egoismi ruota attorno a un appartamento e al suo mobilio, che Birotteau ha legato al significato della sua esistenza. Troubert lo depreda facilmente, mentre la città passa dalla pietà all’ostilità. Balzac, con una fusione di triviale e sublime, trasforma l’oggetto quotidiano in tragedia, segnando la nascita di una nuova sensibilità: il realismo ottocentesco.
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Il curato di Tours, Honoré de Balzac
- Idioma
- Publicado en
- 2017
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- (Tapa blanda)
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- Título
- Il curato di Tours
- Idioma
- Italiano
- Autores
- Honoré de Balzac
- Editorial
- Highlander
- Publicado en
- 2017
- Formato
- Tapa blanda
- ISBN10
- 8865966440
- ISBN13
- 9788865966440
- Serie
- Etiquetas
- Ficción, Literatura mundial
- Título original
- Le curé de Tours
- Calificación
- 4,25 de 5
- Descripción
- «I celibi sostituiscono i sentimenti con le abitudini. Quando a questo sistema morale si somma un carattere debole, le cose materiali acquistano su di loro un potere sorprendente». Questo racconto è una disamina spietata di come le energie affettive non consumate pervertono i rapporti umani. Rappresenta una metafora del potere e della sua sete, accentuata dalla soffocante angustia di una provincia bigotta. Balzac esplora «le leggi naturali dell’egoismo», mostrando una lotta di interessi che si trasforma in un dramma cosmico. I tre protagonisti incarnano diverse forme di egoismo: don Birotteau, il parroco innocuo e viziato, è incapace di percepire le ostilità; don Troubert, maligno calcolatore, evolve da canonico intrigante a genio del male, godendo della vendetta contro Birotteau; infine, la triste zitella Gamard, che coltiva un sentimento di vendetta, diventa strumento di una rivalsa futile. La geometria degli egoismi ruota attorno a un appartamento e al suo mobilio, che Birotteau ha legato al significato della sua esistenza. Troubert lo depreda facilmente, mentre la città passa dalla pietà all’ostilità. Balzac, con una fusione di triviale e sublime, trasforma l’oggetto quotidiano in tragedia, segnando la nascita di una nuova sensibilità: il realismo ottocentesco.


