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Nessuno oggi ripeterebbe con De Sanctis che le commedie dell’Ariosto si riducono a un «lavoro d’imitazione» in cui l’autore «perde di vista la società in mezzo a cui si trova», oppure con Croce che «quasi si potrebbero escludere dalla storia del suo svolgimento poetico, riunendole piuttosto alle sue faccende di cortigiano». Si è ormai concordi nel riconoscere che la parabola del suo teatro è un itinerario verso una sempre più stretta compromissione tra organismo comico e realtà, da realizzarsi attraverso un indefesso affinamento dei mezzi espressivi. Eppure vien fatto di pensare che gli antichi pregiudizi siano tuttora sotteraneamente attivi, se è vero che è proprio il commediografo ad aver tratto i più parchi vantaggi dal nuovo orientamento della critica allo studio relazionale delle opere «minori» e del Furioso. L’ampio saggio introduttivo cerca di sottrarlo ulteriormente a questo relativo isolamento. Il commento svolge un’essenziale funzione esplicatica, critica e filologica.
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Commedie, Ludovico Ariosto
- Idioma
- Publicado en
- 2018
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- (Tapa blanda)
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- Título
- Commedie
- Idioma
- Italiano
- Autores
- Ludovico Ariosto
- Editorial
- Ugo Mursia Editore
- Publicado en
- 2018
- Formato
- Tapa blanda
- Páginas
- 228
- ISBN10
- 8842539503
- ISBN13
- 9788842539506
- Serie
- Etiquetas
- Obras de teatro, Comedias
- Calificación
- 3 de 5
- Descripción
- Nessuno oggi ripeterebbe con De Sanctis che le commedie dell’Ariosto si riducono a un «lavoro d’imitazione» in cui l’autore «perde di vista la società in mezzo a cui si trova», oppure con Croce che «quasi si potrebbero escludere dalla storia del suo svolgimento poetico, riunendole piuttosto alle sue faccende di cortigiano». Si è ormai concordi nel riconoscere che la parabola del suo teatro è un itinerario verso una sempre più stretta compromissione tra organismo comico e realtà, da realizzarsi attraverso un indefesso affinamento dei mezzi espressivi. Eppure vien fatto di pensare che gli antichi pregiudizi siano tuttora sotteraneamente attivi, se è vero che è proprio il commediografo ad aver tratto i più parchi vantaggi dal nuovo orientamento della critica allo studio relazionale delle opere «minori» e del Furioso. L’ampio saggio introduttivo cerca di sottrarlo ulteriormente a questo relativo isolamento. Il commento svolge un’essenziale funzione esplicatica, critica e filologica.
