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I Classici della BUR - 562: Timore e tremore / Aut-aut [Diapsalmata]

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A distanza di quasi due anni da "Zvodci denníka", presentiamo "Bázeň a chvenie", un'opera significativa del filosofo danese Søren Kierkegaard (1813 - 1855). Pubblicata sotto lo pseudonimo di Johannes de Silentio nel 1843, quasi contemporaneamente ai libri "Buď - alebo" e "Opakovanie", "Bázeň a chvenie" è spesso considerata l'opera "più sincera" e "più radicale" di Kierkegaard. Alcuni la vedono come la chiave del suo pensiero, mentre altri come un tentativo di liberarsi dall'intenso complesso di colpa causato dalla separazione dalla amata Regina. Il titolo, tratto dalla Lettera ai Filippesi 2,12, invita a lavorare sulla propria salvezza "con timore e tremore". Kierkegaard esplora il concetto di fede, interrogandosi se sia possibile sospendere l'etica. Utilizza come sfondo narrativo il racconto di Abramo, che deve sacrificare il figlio Isacco per ordine divino. L'opera si sviluppa anche come una drammatica introspezione dell'autore, un "poeta e pensatore" che desidera reinterpretare le relazioni individuali e l'esistenza umana.

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I Classici della BUR - 562: Timore e tremore / Aut-aut [Diapsalmata], Soren Kierkegaard, Cornelio Fabro

Idioma
Publicado en
1986
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(Tapa blanda),
Estado del libro
Dañado
Precio
1,20 €

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3,9
Muy bueno
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Idioma
Italiano
Editorial
BUR
Publicado en
1986
Formato
Tapa blanda
Páginas
192
ISBN10
881716562X
ISBN13
9788817165624
Serie
Primera publicación
1843
Título original
Frygt og Bæven
Calificación
3,9 de 5
Descripción
A distanza di quasi due anni da "Zvodci denníka", presentiamo "Bázeň a chvenie", un'opera significativa del filosofo danese Søren Kierkegaard (1813 - 1855). Pubblicata sotto lo pseudonimo di Johannes de Silentio nel 1843, quasi contemporaneamente ai libri "Buď - alebo" e "Opakovanie", "Bázeň a chvenie" è spesso considerata l'opera "più sincera" e "più radicale" di Kierkegaard. Alcuni la vedono come la chiave del suo pensiero, mentre altri come un tentativo di liberarsi dall'intenso complesso di colpa causato dalla separazione dalla amata Regina. Il titolo, tratto dalla Lettera ai Filippesi 2,12, invita a lavorare sulla propria salvezza "con timore e tremore". Kierkegaard esplora il concetto di fede, interrogandosi se sia possibile sospendere l'etica. Utilizza come sfondo narrativo il racconto di Abramo, che deve sacrificare il figlio Isacco per ordine divino. L'opera si sviluppa anche come una drammatica introspezione dell'autore, un "poeta e pensatore" che desidera reinterpretare le relazioni individuali e l'esistenza umana.