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Difendere l'indifendibile

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Un testo oltraggioso e divertente, e tuttavia spietatamente logico, che col rasoio dell’intelletto restituisce positiva ragion d’essere a figure oggetto di univer­sale disprezzo, relegate nel lazzaretto dei bricconi e dei ne­mici dell’umanità (il ruffiano, il porco maschi­lista, il po­liziotto corrotto, il ricattatore, lo speculatore, il crumiro, …) Un libro di cui due intelligenze egualmente libere e pur tanto lontane così hanno detto: «Sfogliando Di­fen­­dere l’indifendibile ho avu­to l’impressione di es­se­­re nuovamente esposto alla terapia d’urto con cui, più di cin­quan­t’anni fa, il compianto Ludwig von Mi­­ses mi convertì a una posizione liberista coe­ren­te … Per alcuni potrà sembrare una medicina trop­po forte, ma farà loro del bene anche se la odieranno.» (F.A.von Hayek) «Un libro sensato per acutezza ed estremo per analisi dei luoghi comuni intrinseci al Pen­sie­r­o Perbene della maggioranza su tabù e di­scriminazioni sociali. Uno stringente di­scor­so sulle perversioni di fondo di chi pun­ta il dito sulle perversioni di superficie altrui, un te­sto, forse l’unico, che avrebbe potuto cam­biare il de­stino di Bouvard e Pécuchet. Difendere l’indifen­dibile è non solo in gran parte di­fen­dibile, ma or­mai del tutto irrinun­ciabile.» (Aldo Busi)

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Difendere l'indifendibile, Walter E. Block

Idioma
Publicado en
1995
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(Tapa blanda),
Estado del libro
Dañado
Precio
5,38 €

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Título
Difendere l'indifendibile
Idioma
Italiano
Editorial
Liberilibri
Publicado en
1995
Formato
Tapa blanda
Páginas
266
ISBN10
8885140173
ISBN13
9788885140172
Serie
Descripción
Un testo oltraggioso e divertente, e tuttavia spietatamente logico, che col rasoio dell’intelletto restituisce positiva ragion d’essere a figure oggetto di univer­sale disprezzo, relegate nel lazzaretto dei bricconi e dei ne­mici dell’umanità (il ruffiano, il porco maschi­lista, il po­liziotto corrotto, il ricattatore, lo speculatore, il crumiro, …) Un libro di cui due intelligenze egualmente libere e pur tanto lontane così hanno detto: «Sfogliando Di­fen­­dere l’indifendibile ho avu­to l’impressione di es­se­­re nuovamente esposto alla terapia d’urto con cui, più di cin­quan­t’anni fa, il compianto Ludwig von Mi­­ses mi convertì a una posizione liberista coe­ren­te … Per alcuni potrà sembrare una medicina trop­po forte, ma farà loro del bene anche se la odieranno.» (F.A.von Hayek) «Un libro sensato per acutezza ed estremo per analisi dei luoghi comuni intrinseci al Pen­sie­r­o Perbene della maggioranza su tabù e di­scriminazioni sociali. Uno stringente di­scor­so sulle perversioni di fondo di chi pun­ta il dito sulle perversioni di superficie altrui, un te­sto, forse l’unico, che avrebbe potuto cam­biare il de­stino di Bouvard e Pécuchet. Difendere l’indifen­dibile è non solo in gran parte di­fen­dibile, ma or­mai del tutto irrinun­ciabile.» (Aldo Busi)