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- 342 páginas
- 12 horas de lectura
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Innamorarsi a Teheran, Guardare i Fratelli Marx a Teheran, Leggere <i>Lolita</i> a Teheran... Così iniziava una lista di cose segrete che Azar Nafisi aveva stilato nel suo diario e che si rimproverava di aver taciuto a tutti. Molte delle altre, a tanti anni di distanza, ha deciso di raccontarle in questo libro. Che è un magnifico ritratto del padre, sindaco di Teheran all’epoca dello scià, e della madre, fra le prime donne entrate al Parlamento iraniano. E la storia dei tradimenti di lui, del mondo fantastico in cui lei a poco a poco trasforma la realtà insopportabile che la circonda, e della forzata, dolorosa connivenza dell’autrice con il padre. Ma anche e soprattutto la rivelazione di come a volte le dittature sembrino riprodurre i silenzi, i ricatti, le doppie verità su cui si regge il primo, e più perfetto, sistema totalitario: la famiglia. Chi conosce Nafisi sa già cosa troverà, qui, in ogni pagina: l’emozione di leggere sempre qualcosa di autentico e temerario. Qualcosa che arriva dalle strade e dai giardini di Teheran come dalle pagine di Firdusi o dei grandi cantastorie persiani – eppure ci riguarda molto da vicino.
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Le cose che non ho detto, Azar Nafisi, Ombretta Giumelli
- Idioma
- Publicado en
- 2009
- Encuadernación
- (Tapa blanda)
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- Título
- Le cose che non ho detto
- Idioma
- Italiano
- Autores
- Azar Nafisi, Ombretta Giumelli
- Editorial
- Adelphi
- Publicado en
- 2009
- Formato
- Tapa blanda
- Páginas
- 342
- ISBN10
- 8845924343
- ISBN13
- 9788845924347
- Serie
- Categorías
- Etiquetas
- Mujeres, Irán, Medio Oriente y Cercano Oriente
- Descripción
- Innamorarsi a Teheran, Guardare i Fratelli Marx a Teheran, Leggere <i>Lolita</i> a Teheran... Così iniziava una lista di cose segrete che Azar Nafisi aveva stilato nel suo diario e che si rimproverava di aver taciuto a tutti. Molte delle altre, a tanti anni di distanza, ha deciso di raccontarle in questo libro. Che è un magnifico ritratto del padre, sindaco di Teheran all’epoca dello scià, e della madre, fra le prime donne entrate al Parlamento iraniano. E la storia dei tradimenti di lui, del mondo fantastico in cui lei a poco a poco trasforma la realtà insopportabile che la circonda, e della forzata, dolorosa connivenza dell’autrice con il padre. Ma anche e soprattutto la rivelazione di come a volte le dittature sembrino riprodurre i silenzi, i ricatti, le doppie verità su cui si regge il primo, e più perfetto, sistema totalitario: la famiglia. Chi conosce Nafisi sa già cosa troverà, qui, in ogni pagina: l’emozione di leggere sempre qualcosa di autentico e temerario. Qualcosa che arriva dalle strade e dai giardini di Teheran come dalle pagine di Firdusi o dei grandi cantastorie persiani – eppure ci riguarda molto da vicino.