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"Pregare, se non aiuta certamente non nuoce": così Benito Mussolini riassumeva il suo rapporto ambiguo con il cattolicesimo. Ateo convinto, inizialmente conquistò il favore degli squadristi con la sua retorica anticlericale. Tuttavia, una volta al potere nel 1922, cambiò rotta per ottenere il sostegno delle gerarchie vaticane. Concesse agevolazioni, avviò delicate trattative diplomatiche per risolvere la questione romana e mitigò cinquant'anni di legislazione separatista, fingendo rispetto per le tradizioni. La sua politica della "mano tesa" mirava a guadagnare credibilità e rassicurare l'elettorato cattolico. Contemporaneamente, esautorava il Partito popolare di don Sturzo e soddisfaceva le richieste dei fascisti, incoraggiando aggressioni al clero locale e alle cooperative bianche, atti di violenza che in pubblico condannava. Il Papa, nel tentativo di ottenere maggiori privilegi, adottò una strategia prudente, accettando compromessi pesanti e rinunciando al controllo su associazionismo ed educazione giovanile. Giovanni Sale, attraverso documenti inediti, rivela i retroscena della lunga trattativa culminata nei Patti Lateranensi, ricostruendo le posizioni delle parti, ora dettate dal tornaconto, ora dallo sdegno, e dimostrando l'astuzia di Mussolini nel presentare il fascismo come nuova religione di Stato, proclamandosi "uomo della Provvidenza".
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La Chiesa di Mussolini. I rapporti tra fascismo e religione, Giovanni Sale
- Idioma
- Publicado en
- 2011
- Encuadernación
- (Tapa dura)
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- Título
- La Chiesa di Mussolini. I rapporti tra fascismo e religione
- Subtítulo
- i rapporti tra fascismo e religione
- Idioma
- Italiano
- Autores
- Giovanni Sale
- Editorial
- Rizzoli
- Publicado en
- 2011
- Formato
- Tapa dura
- Páginas
- 299
- ISBN10
- 8817048216
- ISBN13
- 9788817048217
- Serie
- Etiquetas
- Italia, Historia de Europa
- Descripción
- "Pregare, se non aiuta certamente non nuoce": così Benito Mussolini riassumeva il suo rapporto ambiguo con il cattolicesimo. Ateo convinto, inizialmente conquistò il favore degli squadristi con la sua retorica anticlericale. Tuttavia, una volta al potere nel 1922, cambiò rotta per ottenere il sostegno delle gerarchie vaticane. Concesse agevolazioni, avviò delicate trattative diplomatiche per risolvere la questione romana e mitigò cinquant'anni di legislazione separatista, fingendo rispetto per le tradizioni. La sua politica della "mano tesa" mirava a guadagnare credibilità e rassicurare l'elettorato cattolico. Contemporaneamente, esautorava il Partito popolare di don Sturzo e soddisfaceva le richieste dei fascisti, incoraggiando aggressioni al clero locale e alle cooperative bianche, atti di violenza che in pubblico condannava. Il Papa, nel tentativo di ottenere maggiori privilegi, adottò una strategia prudente, accettando compromessi pesanti e rinunciando al controllo su associazionismo ed educazione giovanile. Giovanni Sale, attraverso documenti inediti, rivela i retroscena della lunga trattativa culminata nei Patti Lateranensi, ricostruendo le posizioni delle parti, ora dettate dal tornaconto, ora dallo sdegno, e dimostrando l'astuzia di Mussolini nel presentare il fascismo come nuova religione di Stato, proclamandosi "uomo della Provvidenza".