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I piccoli riti familiari, gli episodi quotidiani, i gesti affettuosi e le manie, tutto racchiuso in un gergo domestico che rappresenta amore e appartenenza. Rivisitati nel tempo, evocano atmosfere incantate e fantasmi benevoli, nonostante la Storia spietata (fascismo, confino, guerra...) che la famiglia affronta. Questo capolavoro, scritto nel 1963, non è un romanzo d'invenzione, ma un resoconto di verità: nessun nome fittizio, nessun fatto inventato, solo persone reali. L'esercizio della memoria è caldo e vibrante, mirato a rendere il racconto fedele e attendibile. I personaggi della scrittrice, insieme all'atmosfera unica della sua casa, emergono in modo vivido, con figure indimenticabili come quella del padre, i cui "sbrodeghezzi" e "negrigure" formano un lessico familiare. Sullo sfondo di una Torino intellettuale e antifascista degli anni Trenta, che cercava di resistere alla barbarie, si distingue una scrittura nitida e limpida. L'apparente leggerezza del registro "diaristico" si unisce a una raffinata ironia e a una naturale felicità di espressione.
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Lessico famigliare, Natalia Ginzburg
- Idioma
- Publicado en
- 2003
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- (Tapa dura)
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- Título
- Lessico famigliare
- Idioma
- Italiano
- Autores
- Natalia Ginzburg
- Editorial
- Gruppo Editoriale L'Espresso
- Publicado en
- 2003
- Formato
- Tapa dura
- Páginas
- 221
- ISBN10
- 8496142434
- ISBN13
- 9788496142435
- Serie
- Etiquetas
- Ficción, Novelas históricas, Clásicos, Europa del Sur, Italia, Literatura Italiana
- Título original
- Lessico famigliare
- Calificación
- 3,95 de 5
- Descripción
- I piccoli riti familiari, gli episodi quotidiani, i gesti affettuosi e le manie, tutto racchiuso in un gergo domestico che rappresenta amore e appartenenza. Rivisitati nel tempo, evocano atmosfere incantate e fantasmi benevoli, nonostante la Storia spietata (fascismo, confino, guerra...) che la famiglia affronta. Questo capolavoro, scritto nel 1963, non è un romanzo d'invenzione, ma un resoconto di verità: nessun nome fittizio, nessun fatto inventato, solo persone reali. L'esercizio della memoria è caldo e vibrante, mirato a rendere il racconto fedele e attendibile. I personaggi della scrittrice, insieme all'atmosfera unica della sua casa, emergono in modo vivido, con figure indimenticabili come quella del padre, i cui "sbrodeghezzi" e "negrigure" formano un lessico familiare. Sullo sfondo di una Torino intellettuale e antifascista degli anni Trenta, che cercava di resistere alla barbarie, si distingue una scrittura nitida e limpida. L'apparente leggerezza del registro "diaristico" si unisce a una raffinata ironia e a una naturale felicità di espressione.














