Bookbot

Biblioteca Adelphi - 305: Un antropologo su Marte

Valoración del libro

Parámetros

  • 456 páginas
  • 16 horas de lectura

Más información sobre el libro

«Il più delle volte mi sento come un antropologo su Marte» confessa a Oliver Sacks una paziente autistica, che per affrontare le sue difficoltà emotive crea una «macchina per abbracciare». Sacks, con la sua singolare scrittura, sembra aver ideato un simile strumento per «abbracciare» i malati, unendo la sua vocazione di narratore clinico a una straordinaria empatia. Riesce così a esplorare il territorio oscuro della malattia, dove si nascondono le sue ragioni profonde, spesso sfuggenti per la pura ragione medica. Il paradosso è che, in certe circostanze, eliminare la malattia può significare mutilare il paziente. L’unico modo per evitarlo è entrare nel romanzo neurologico che il paziente vive, spesso incapace di comunicarlo o esprimendolo in modi incomprensibili agli altri. Questo processo delicato e affascinante, che rappresenta il sigillo dell'opera di Sacks, è illustrato attraverso sette esempi di «casi straordinari», che rimarranno impressi nella memoria dei lettori non come semplici «casi», ma come storie di «individui unici», ciascuno con il proprio mondo. Il libro è stato pubblicato per la prima volta nel 1995.

Compra de libros

Biblioteca Adelphi - 305: Un antropologo su Marte, Isabella C. Blum, Oliver Sacks

Idioma
Publicado en
1995
Encuadernación
(Tapa blanda)
Te avisaremos por correo electrónico en cuanto lo localicemos.

Métodos de pago

4,2
Muy bueno
18308 Valoraciones

Nos falta tu reseña aquí

Título
Biblioteca Adelphi - 305: Un antropologo su Marte
Idioma
Italiano
Editorial
Adelphi
Publicado en
1995
Formato
Tapa blanda
Páginas
456
ISBN10
8845911454
ISBN13
9788845911453
Serie
Primera publicación
1995
Título original
An Anthropologist on Mars
Calificación
4,15 de 5
Descripción
«Il più delle volte mi sento come un antropologo su Marte» confessa a Oliver Sacks una paziente autistica, che per affrontare le sue difficoltà emotive crea una «macchina per abbracciare». Sacks, con la sua singolare scrittura, sembra aver ideato un simile strumento per «abbracciare» i malati, unendo la sua vocazione di narratore clinico a una straordinaria empatia. Riesce così a esplorare il territorio oscuro della malattia, dove si nascondono le sue ragioni profonde, spesso sfuggenti per la pura ragione medica. Il paradosso è che, in certe circostanze, eliminare la malattia può significare mutilare il paziente. L’unico modo per evitarlo è entrare nel romanzo neurologico che il paziente vive, spesso incapace di comunicarlo o esprimendolo in modi incomprensibili agli altri. Questo processo delicato e affascinante, che rappresenta il sigillo dell'opera di Sacks, è illustrato attraverso sette esempi di «casi straordinari», che rimarranno impressi nella memoria dei lettori non come semplici «casi», ma come storie di «individui unici», ciascuno con il proprio mondo. Il libro è stato pubblicato per la prima volta nel 1995.