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La Biblioteca di Repubblica - 91: La donna mancina

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Una donna trentenne, felicemente sposata e madre di un bambino, chiede improvvisamente al marito di andarsene di casa e di lasciarla sola col figlio. Non c'è alcun motivo apparente in quella richiesta, eppure il marito la asseconda, limitandosi in seguito ad alcuni blandi tentativi di tornare, che sa già destinati all'insuccesso. Senza drammi, ma con convinzione sempre più profonda, la donna si avvia così a una vita diversa, segnata dalla solitudine, ma anche da una riconquistata libertà interiore.Attentamente calibrata nei suoi equilibri e squilibri psicologici, la storia di Marianne e Bruno è fatta tutta di impercettibili scatti sentimentali, di sottigliezze che chiunque giudicherebbe ininfluenti, e che invece determinano più di ogni altra cosa la felicità o l'infelicità dell'individuo: piccoli gesti, occhiate di sfuggita, toni di voce, si rincorrono sulla pagina e infine si integrano a disegnare il quadro di un impressionante vuoto di vita, in cui più che il rapporto di coppia è in gioco il rapporto con se stessi e con la propria precaria identità.

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La Biblioteca di Repubblica - 91: La donna mancina, Anna Maria Carpi, Peter Handke

Idioma
Publicado en
2003
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(Tapa dura),
Estado del libro
Bueno
Precio
1,99 €

Métodos de pago

3,3
Bueno
266 Valoraciones

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Idioma
Italiano
Publicado en
2003
Formato
Tapa dura
Páginas
96
ISBN10
8497890094
ISBN13
9788497890090
Serie
Primera publicación
1976
Título original
Die linkshändige Frau
Calificación
3,25 de 5
Descripción
Una donna trentenne, felicemente sposata e madre di un bambino, chiede improvvisamente al marito di andarsene di casa e di lasciarla sola col figlio. Non c'è alcun motivo apparente in quella richiesta, eppure il marito la asseconda, limitandosi in seguito ad alcuni blandi tentativi di tornare, che sa già destinati all'insuccesso. Senza drammi, ma con convinzione sempre più profonda, la donna si avvia così a una vita diversa, segnata dalla solitudine, ma anche da una riconquistata libertà interiore.Attentamente calibrata nei suoi equilibri e squilibri psicologici, la storia di Marianne e Bruno è fatta tutta di impercettibili scatti sentimentali, di sottigliezze che chiunque giudicherebbe ininfluenti, e che invece determinano più di ogni altra cosa la felicità o l'infelicità dell'individuo: piccoli gesti, occhiate di sfuggita, toni di voce, si rincorrono sulla pagina e infine si integrano a disegnare il quadro di un impressionante vuoto di vita, in cui più che il rapporto di coppia è in gioco il rapporto con se stessi e con la propria precaria identità.