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Una scrittura femminile azzurro pallido

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  • 132 páginas
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Nel 1936 a Vienna, un alto funzionario ministeriale, sposato con una donna bella e ricca, riceve una lettera con una scrittura femminile azzurro pallido. Questa missiva, apparentemente formale, richiede il suo aiuto per trasferire un giovane tedesco di diciotto anni in una scuola viennese, ma per lui rappresenta il riemergere di un amore del passato, accuratamente rimosso. Il giovane potrebbe essere un figlio ignorato, un legame che ha segnato la sua vita come una "tomba interrata". Quell'amore, forse il più grande della sua esistenza, è stato eliminato dal suo "cuore guasto" per conformarsi alle aspettative della società viennese, descritta con tocchi abili. León, l'elegante protagonista, è distaccato da ogni elemento della sua vita, comprese le sue umili origini e quella passione inaccettabile. L'autore riesce a intrecciare indagine psicologica e analisi sociale con una precisione disturbante, evidenziando che l'amante abbandonata è ebrea, il che rende la sua cancellazione ancora più tragica. Pubblicata in esilio a Buenos Aires nel 1941, questa storia perfetta si legge come un amaro addio a Vienna e alla civiltà mitteleuropea, continuando il discorso di Schnitzler.

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Una scrittura femminile azzurro pallido, Franz Werfel, Renata Colorni

Idioma
Publicado en
1991
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(Tapa blanda)
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Título
Una scrittura femminile azzurro pallido
Idioma
Italiano
Editorial
Adelphi
Publicado en
1991
Formato
Tapa blanda
Páginas
132
ISBN10
8845908127
ISBN13
9788845908125
Serie
Primera publicación
1941
Título original
Eine blassblaue Frauenschrift
Calificación
3,85 de 5
Descripción
Nel 1936 a Vienna, un alto funzionario ministeriale, sposato con una donna bella e ricca, riceve una lettera con una scrittura femminile azzurro pallido. Questa missiva, apparentemente formale, richiede il suo aiuto per trasferire un giovane tedesco di diciotto anni in una scuola viennese, ma per lui rappresenta il riemergere di un amore del passato, accuratamente rimosso. Il giovane potrebbe essere un figlio ignorato, un legame che ha segnato la sua vita come una "tomba interrata". Quell'amore, forse il più grande della sua esistenza, è stato eliminato dal suo "cuore guasto" per conformarsi alle aspettative della società viennese, descritta con tocchi abili. León, l'elegante protagonista, è distaccato da ogni elemento della sua vita, comprese le sue umili origini e quella passione inaccettabile. L'autore riesce a intrecciare indagine psicologica e analisi sociale con una precisione disturbante, evidenziando che l'amante abbandonata è ebrea, il che rende la sua cancellazione ancora più tragica. Pubblicata in esilio a Buenos Aires nel 1941, questa storia perfetta si legge come un amaro addio a Vienna e alla civiltà mitteleuropea, continuando il discorso di Schnitzler.