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Gli Adelphi - 216: Pioggia nera

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Il piccolo protagonista si ricorda ancora, dopo tanti anni, dell'arrivo della zia Valerie. Aveva capito subito che la zia era cattiva, appena era andata ad abitare con lui nella piccola casa sopra il negozio dove sua madre lavorava tutti i giorni, anche la domenica. «"Mi raccomando, sii gentile con la zia Valérie!". Sono passati molti anni, ma Jérome se la ricorda benissimo quella "vecchia foca", con la sua faccia larga, grassa, il flaccido doppio mento, la peluria scura sul labbro superiore e quel disgustoso odore di vecchiaia e di odio. Si era piazzata nella minuscola casa sopra il negozio di tessuti dove sua madre lavorava tutti i giorni, anche la domenica, e lui aveva capito subito che era cattiva, prima ancora che in un momento d'ira lei rompesse gli animaletti a lui cari più di ogni altra cosa al mondo, quelli con cui giocava, seduto per terra, davanti alla finestra a mezzaluna che sormontava l'ingresso del negozio.»

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Gli Adelphi - 216: Pioggia nera, Georges Simenon, Carmen Tomeo

Idioma
Publicado en
2002
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(Tapa blanda)
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3,7
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Título
Gli Adelphi - 216: Pioggia nera
Idioma
Italiano
Editorial
Adelphi
Publicado en
2002
Formato
Tapa blanda
Páginas
127
ISBN10
8845917347
ISBN13
9788845917349
Serie
Calificación
3,65 de 5
Descripción
Il piccolo protagonista si ricorda ancora, dopo tanti anni, dell'arrivo della zia Valerie. Aveva capito subito che la zia era cattiva, appena era andata ad abitare con lui nella piccola casa sopra il negozio dove sua madre lavorava tutti i giorni, anche la domenica. «"Mi raccomando, sii gentile con la zia Valérie!". Sono passati molti anni, ma Jérome se la ricorda benissimo quella "vecchia foca", con la sua faccia larga, grassa, il flaccido doppio mento, la peluria scura sul labbro superiore e quel disgustoso odore di vecchiaia e di odio. Si era piazzata nella minuscola casa sopra il negozio di tessuti dove sua madre lavorava tutti i giorni, anche la domenica, e lui aveva capito subito che era cattiva, prima ancora che in un momento d'ira lei rompesse gli animaletti a lui cari più di ogni altra cosa al mondo, quelli con cui giocava, seduto per terra, davanti alla finestra a mezzaluna che sormontava l'ingresso del negozio.»