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Monsieur Pain

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Mentre muore, travolta dalla guerra civile, la Repubblica spagnola, si spegne miseramente a Parigi in un letto di ospedale César Vallejo, massimo poeta ispanoamericano, così come aveva profetizzato nei suoi versi: «Morirò a Parigi mentre fuori piove / in un giorno del quale ho già il ricordo». Era esule in Europa tra la Francia e la Spagna per la quale si era speso in appassionati interventi. «Tutti gli organi sono intatti, non vedo cosa possa nuocere alla salute di quest'uomo» dicono i medici, ma il poeta agonizza di un male inspiegabile e oscuro. La moglie, in un estremo tentativo, tramite un'amica, chiede l'intervento di un seguace del mesmerismo, la pratica ipnotistica e la teoria controversa del magnetismo animale già superata nel tempo in cui è ambientato il romanzo. L'uomo è monsieur Pain, fragile e incerto spettatore degli eventi, la cui drammaticità lo sfiora, ma che restano a lui inafferrabili, confondendolo. Egli tenta tenacemente di incontrare Vallejo per curarlo, ma qualcuno glielo impedisce, con raggiri o minacce e un'implicita ma percepibile violenza. Tanto che monsieur Pain sospetta un complotto, sulle tracce del quale si dispone, ma senza raggiungere nessun risultato. Pain lentamente affonda in una Parigi grigia, dimessa ed elusiva, incontra personaggi di ogni tipo, alcuni storici, altri inventati, i più incerti; episodi strani lo coinvolgono come mandandogli messaggi e avvertimenti che lui non sa decifrare, e intanto la sua stessa figura sembra sfumare come in una specie di dissolvenza cinematografica. La morte dei poeti, consumata nel silenzio, segno di passaggio tra un'epoca e un'altra, è uno dei temi ricorrenti di Roberto Bolaño; e i poeti che muoiono sono, per Bolaño, quelli in vita combattenti, che credevano di imprimere un nuovo corso alle cose. Di qui, nella sua narrativa, la memoria delle avanguardie novecentesche, delle sue avventure, delle illusioni, delle esagerazioni, quasi in una postuma complicità; l'amore per i personaggi bizzarri, dalle biografie così esemplarmente eretiche da mimetizzare il confine tra finzione letteraria e realtà storica; e l'interesse per i saperi eccentrici, settari, anarchici ribelli al giogo della verità sistematica.

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Monsieur Pain, Roberto Bolaňo, Angelo Morino

Idioma
Publicado en
2005
Encuadernación
(Tapa blanda),
Estado del libro
Muy Bueno
Precio
8,99 €

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Título
Monsieur Pain
Idioma
Italiano
Publicado en
2005
Formato
Tapa blanda
Páginas
162
ISBN10
8838920818
ISBN13
9788838920813
Serie
Descripción
Mentre muore, travolta dalla guerra civile, la Repubblica spagnola, si spegne miseramente a Parigi in un letto di ospedale César Vallejo, massimo poeta ispanoamericano, così come aveva profetizzato nei suoi versi: «Morirò a Parigi mentre fuori piove / in un giorno del quale ho già il ricordo». Era esule in Europa tra la Francia e la Spagna per la quale si era speso in appassionati interventi. «Tutti gli organi sono intatti, non vedo cosa possa nuocere alla salute di quest'uomo» dicono i medici, ma il poeta agonizza di un male inspiegabile e oscuro. La moglie, in un estremo tentativo, tramite un'amica, chiede l'intervento di un seguace del mesmerismo, la pratica ipnotistica e la teoria controversa del magnetismo animale già superata nel tempo in cui è ambientato il romanzo. L'uomo è monsieur Pain, fragile e incerto spettatore degli eventi, la cui drammaticità lo sfiora, ma che restano a lui inafferrabili, confondendolo. Egli tenta tenacemente di incontrare Vallejo per curarlo, ma qualcuno glielo impedisce, con raggiri o minacce e un'implicita ma percepibile violenza. Tanto che monsieur Pain sospetta un complotto, sulle tracce del quale si dispone, ma senza raggiungere nessun risultato. Pain lentamente affonda in una Parigi grigia, dimessa ed elusiva, incontra personaggi di ogni tipo, alcuni storici, altri inventati, i più incerti; episodi strani lo coinvolgono come mandandogli messaggi e avvertimenti che lui non sa decifrare, e intanto la sua stessa figura sembra sfumare come in una specie di dissolvenza cinematografica. La morte dei poeti, consumata nel silenzio, segno di passaggio tra un'epoca e un'altra, è uno dei temi ricorrenti di Roberto Bolaño; e i poeti che muoiono sono, per Bolaño, quelli in vita combattenti, che credevano di imprimere un nuovo corso alle cose. Di qui, nella sua narrativa, la memoria delle avanguardie novecentesche, delle sue avventure, delle illusioni, delle esagerazioni, quasi in una postuma complicità; l'amore per i personaggi bizzarri, dalle biografie così esemplarmente eretiche da mimetizzare il confine tra finzione letteraria e realtà storica; e l'interesse per i saperi eccentrici, settari, anarchici ribelli al giogo della verità sistematica.