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Alltagsweisheit wohldosiert für Könner - Italienisch
Luciano De Crescenzo fue un escritor, actor, director e ingeniero italiano. Originario de Nápoles, se dedicó a la ingeniería antes de alcanzar el éxito literario con un bestseller. Esta colección de observaciones y anécdotas sobre su querida ciudad tuvo una gran acogida, lo que la llevó a ser traducida a muchos idiomas. Más tarde, también incursionó en la actuación.







Alltagsweisheit wohldosiert für Könner - Italienisch
Nel maggio 1944, il film "Avvenne domani", diretto da René Clair, divenne uno dei preferiti di mio padre, Luciano. Da ragazzina, lo guardai più volte con lui, che al termine mi chiedeva sempre: «Cos'è il tempo?». Questo concetto è stato un tema centrale nella sua carriera di scrittore, esplorato in opere come "Sembra ieri" e "Il tempo e la felicità", oltre che nel film "32 dicembre", dove riflette sul pensiero di Socrate, secondo cui il tempo non esiste. Ho trascorso gran parte della mia vita ascoltando le sue dissertazioni filosofiche, imparando che dovremmo essere padroni del presente, non schiavi del futuro. Rileggendo i suoi articoli scritti tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Duemila, ho notato che molti temi da lui trattati, come l'omosessualità, il nucleare, l'inquinamento, la corruzione, l'influenza della tecnologia nei rapporti sociali, il problema delle carceri e la "questione meridionale", sono ancora attuali e fonte di dibattito. Ho quindi deciso di raccogliere questi articoli in un unico volume, per ripercorrere le riflessioni di un uomo che ha osservato il mondo con curiosità e ha cercato di spiegarlo ai suoi lettori, invitandoli a riflettere sul futuro.
Dialoghi sulla vita, la felicità e la smania 'e turnà
"La napolitudine è un tipo di nostalgia inspiegabile, perché a me Napoli manca sempre, persino quando sono lì. Io la napolitudine la sento sempre, anche mentre passeggio tra le bancarelle di San Gregorio Armeno e sfioro i pastori creati dai maestri artigiani. Mi si arrampica sulle papille gustative, stuzzicate dal profumo delle sfogliatelle appena sfornate. Mi accompagna come l'ammuina dei vicoli, che ritrovo immutata nel tempo, o come il profilo del Vesuvio, un paesaggio unico al mondo. Insomma, questa nostalgia avvolge tutti i miei sensi e mi agguanta lo stomaco come una mano fatta di tufo, la materia vulcanica nata dalla concentrazione di lava, pomici, cenere e lapilli, su cui è costruita l'intera città." I portoghesi la chiamano saudade, il popolo partenopeo napolitudine, ma il sentimento è lo stesso, la malinconia, o più semplicemente quella smania 'e turnà che attanaglia tutti coloro i quali, napoletani e non, sono costretti per un motivo o per un altro ad allontanarsi dalla tanto amata Napoli.Lo sanno bene Luciano De Crescenzo e Alessandro Siani, due napoletani doc, che di questo sentimento sono vittime. E così si incontrano tra le pagine di un libro e in veste di moderni pensatori si divertono e si confrontano sulla Napoli di ieri e di oggi, osservandola con l'occhio amorevole di chi è consapevole sì delle sue eccellenze, ma anche delle molteplici contraddizioni.
Ogni vita è caratterizzata da avvenimenti e incontri che la rendono interessante, ma se la vita è quella di un uomo che ha avuto la fortuna di nascere due volte, la prima come ingegnere e la seconda come scrittore, le storie da raccontare si moltiplicano.Alla soglia dei novant'anni l'ingegnere-filosofo più amato d'Italia torna in libreria con una nuova autobiografia, ampliata dai ricordi, dagli aneddoti e dalle riflessioni che hanno colorato la sua seconda vita, quella che inizia con la pubblicazione di Così parlò Bellavista. Il primo libro diventa dunque lo spartiacque di una storia che spazia dai primi amori ai recenti successi, raccontata attraverso le persone e le esperienze che l'hanno resa straordinaria. E ciò che all'apparenza può sembrare irreale altro non è che un'esistenza felice, trascorsa relativamente bene, dice lui, perché grazie a Dio qualche contrarietà l'ha avuta.Con la stessa coinvolgente grazia con cui ha raccontato i compagni di scuola, i primi amori, il lavoro di informatico, ma soprattutto la sua Napoli, Luciano De Crescenzo fruga nei cassetti della memoria per offrire ai lettori la narrazione inedita di una vita che lo ha reso tifoso, umorista, filosofo, atleta, ottimista, buono, fortunato, ingegnere, presepista, pressappochista, dubbioso, felice, ma soprattutto scrittore.
L'anima della città raccontata da Bellavista
Che cosa vuol dire veramente "amare"? È dedizione, crescita, esplorazione, conoscenza, passione, condivisione? L'amore è quel sentimento che più di tutti ci aiuta a capire il significato del tempo, e non perché duri per sempre - forse solo l'amore per un figlio si può considerare "eterno" - ma semplicemente perché ci consente di avere una diversa percezione della durata della nostra vita. Se mettiamo a confronto una giornata trascorsa in solitudine con una in compagnia della persona amata, nel primo caso avremo la sensazione che le ore scorrano più lentamente; ci sembrerà che il tempo a nostra disposizione sia infinito, ma probabilmente saremmo un po' tristi perché non abbiamo qualcuno con cui condividerlo. Nel secondo caso, il tempo sembrerà volare. Come ho scritto tempo fa, da sempre gli uomini studiano come allungare la vita, mentre bisognerebbe allargarla. In fondo, il tempo non è altro che un'emozione, e l'amore ci aiuta a rendere i suoi attimi più larghi. Luciano De Crescenzo
"Quando il filosofo viene a illuminarci, diamogli lui è uno dei pochi che è riuscito a liberarsi dalle catene e a vedere in faccia la verità." Da Socrate ho imparato la passione disinteressata per la conoscenza, da Platone il vero volto dell'amore e la differenza fra apparenza e realtà; da Epicuro ho appreso l'amicizia e la felicità, da Eraclito l'idea che tutto scorre. È stato un santo come Agostino a farmi capire meglio il senso del peccato, Erasmo mi ha donato un nuovo modo di guardare alla follia. È stato uno scienziato infine, Galileo, a darmi una lezione sulla forza della curiosità. Età di da 10 anni.
Si può raccontare un mito nato migliaia di anni fa rendendolo divertente e interessante per il lettore del Duemila? Si può eccome, soprattutto se a farlo è Luciano De Crescenzo, con la sua inconfondibile grazia e ironia. In questo libro l'ingegnere-filosofo torna alla terra e all'epoca che più ama, l'antichità greca, per narrarci storie immortali che parlano di dèi, eroi, ninfe, sirene, ma anche di uomini comuni con le loro grandezze e le loro miserie. Celebri e commoventi vicende d'amore, imprese avventurose, imprevedibili metamorfosi, eroiche epopee. Da Ulisse a Narciso, da Zeus a Dafne, Luciano de Crescenzo traccia così, novello Omero, un affresco vivo e partecipe di un patrimonio di leggende unico al mondo.